Riconoscimento Stato palestinese: deputati Usa criticano il Brasile

Washington – Afp. Deputati statunitensi hanno condannato la decisione brasiliana di riconoscere lo Stato palestinese sulla linea dei confini del 1967, data dell'occupazione israeliana di Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

Si tratta di una mossa “deplorevole” che “servirà solo a minare la pace e la sicurezza in Medio Oriente”, ha lamentato Ileana Ros-Lehtinen, rappresentante di spicco dei Repubblicani, in seno alla Commissione della Camera per gli Affari esteri.

Ros-Lehtinen, che assumerà la guida della Commissione il mese prossimo, ha aggiunto che, prima di compiere passi di questa portata, gli “Stati responsabili” dovrebbero aspettare che i palestinesi tornassero alle trattative dirette con Israele, riconscendone il “diritto ad esistere in qualità di Stato ebraico”.

La decisione brasiliana di riconoscere lo Stato palestinese era stata annunciata ieri per mezzo epistolare. Il Presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva l'aveva indirizzata al leader palestinese Mahmoud 'Abbas e la si ritrova anche sul sito web del ministero degli Esteri brasiliano.

Le richieste dei palestinesi; uno Stato indipendente che comprenda i territori conosciuti come Striscia di Gaza, Cisgiordania e che includa al-Quds ash-Sharqiyah (Gerusalemme est) – tutte aree occupate da Israele nel 1967 -, godono di ampio sostegno e riconoscimento della comunità internazionale.

Tuttavia, gli Stati Uniti e gran parte dei governi occidentali si sono rifiutati di riconoscere lo Stato palestinese, sostenendo che simile eventualità dovrebbe passare attraverso un accordo di pace negoziato con Israele.

La decisione del Brasile ha anche suscitato le critiche del deputato democratico Eliot Engel – Presidente del caucus per il Brasile all'interno del Congresso -, il quale l'ha definita “imprudente” e “ultimo rantolo della politica estera di Lula, già sostanzialmente deragliata da tempo”.

Engel collega l'utlima mossa brasiliana alla tendenza di Lula di “corteggiare” il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, sottolineando che il Brasile “vuol far sentire la propria voce a livello mondiale, ma per farlo sta compiendo delle scelte errate (…) Si può solo sperare che la nuova leadership brasiliana cambi strategia e comprenda che non è questo il modo di guadagnarsi un sostegno per assurgere a potenza emergente o per la propria promozione a membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu”.

Tra circa un mese, Lula cederà infatti il suo incarico a Dilma Rousseff, ex capo dell'esecutivo sotto la sua presidenza.

“Il Brasile” – ha proseguito Engel – “intende comunicare ai palestinesi che non hanno bisogno della pace per essere riconosciuti come uno Stato sovrano”.

Affianco alle dichiarazioni citate però, il deputato democratico ha ammesso di essere comunque “un forte sostenitore del Brasile in quanto democrazia dinamica e variegata, che un giorno prenderà posto al fianco delle nazioni leader mondiali”.

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