Riprende l’esportazione di fragole e fiori prodotti a Gaza

Gaza – Speciale InfoPal. Dopo quattro anni di divieto sulle esportazioni, Israele permette alla produzione di fragole e fiori della Striscia di Gaza di raggiungere il mercato europeo.

Dal nostro corrispondente Muhammed Ahmad.

Il valico commerciale a sud della Striscia di Gaza, “Kerem Abu Salem” è il punto di transito del primo carico di fragole e fiori prodotti sui terreni e nelle serre della Striscia di Gaza.

Agricoltori e floricoltori palestinesi sono entusiasti dopo il buio di anni di embargo: da ora cercheranno di rifarsi sulle perdite del passato.

A “Kerem Abu Salem”, mentre supervisiona il carico di un camion prima della partenza verso l'Europa, abbiamo incontrato 'Abdel ar-Razzaq Da'ablah, uno dei maggiori produttori di fragole della Striscia di Gaza.

“Durante i quattro anni di totale assedio sulle esportazioni, abbiamo fatto leva su espedienti per sopravvivere. Abbiamo venduto solo sul mercato locale, ma si trattava di minime quantità, il resto della produzione andava perso”.

Molti agricoltori e floricoltori della Striscia di Gaza hanno abbandonato definitivamente queste professioni e, oggi, si lavora solo sul 30% dei terreni che si coltivavano prima dell'assedio israeliano.

Dall'Ufficio del ministero dell'Agricoltura di Gaza ci informano che, negli ultimi tre giorni, sono state già esportate 3 tonnellate di fragole e 25mila fiori.

Il sottosegretario al ministero, Hassan Abu 'Eitah, spera che la produzione della stagione in corso si riesca ad esportare da Gaza fino a 700 tonnellate di fragole e 30 milioni di fiori.

Abu 'Eitah confida in un processo economico favorevole ad una ripresa dei redditi di categoria, anche a fronte degli aumenti dei prezzi e ricorda come i prodotti che oggi l'occupazione israeliana permette di esportare da Gaza rappresentino solo una parte di tutta la merce e del materiale che restano ancora ostaggio dell'embargo.

Più avanti, abbiamo conosciuto Ibrahim Abu Salem, il quale manifesta le stesse osservazioni dell'ufficio ministeriale. In qualità di responsabile del Sindacato degli agricoltori, Abu Salem ci confida alcuni dubbi e timori personali, ma che abbiamo riscontrato pure nel parere di altri agricoltori.

“Con tutta probabilità, dalla riapertura delle esportazioni di Gaza, le compagnie israeliane trarranno dei profitti svolgendo un ruolo di mediatori”.

Congedandosi, Abu Salem ci ricorda: “Fragole e fiori: il processo di produzione non inizia e finisce con le esportazioni. Materiale, manutenzione delle strutture e acqua dolce (quella attualmente disponibile nella Striscia di Gaza è scarsa e contaminata), restano ancora proibiti da Israele”.

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