Safed: palestinese ferito con 10 coltellate da ebrei Haredim

Safed – Ynet. Un palestinese di famiglia cristiana è stato aggredito da ebrei nei pressi di Safed. 

“Il razzismo degli ebrei contro di noi ha raggiunto un grado di autentica violenza”, ha confidato la vittima. 

Sabato notte, Alber Halul, è stato aggredito da un gruppo di individui dal volto coperto. La vittima sostiene che si sia trattato di Haredim (ebrei ultraortodossi). 

“Hanno minacciato di aprire il fuoco contro di noi se avessimo provato ad opporre resistenza, poi mi hanno dato 10 coltellate al capo, alla gamba e al collo”, ha raccontato Alber al quotidiano israeliano online “Ynet”. 

Alber Halul, ha 22 anni e proviene da una famiglia palestinese di fede cristiana residente nella cittadina di Gush Halav, in Galilea. Al momento dell'assalto, il palestinese era in compagnia di un gruppo di amici nella foresta “'Ein Zeitim”, nei pressi di Safed. 

Intorno alle 12,30, due vetture sono giunte sul posto in cui i ragazzi si erano incontrati. Otto uomini dal volto coperto sono scesi e li hanno aggrediti. Dopo le coltellate, Halul è stato ricoverato all'ospedale Ziv (Safed) per le ferite riportate al capo e alle gambe. 

Halul ha raccontato: “Alle 12,30, cinque uomini mascherati a bordo di una jeep Nissan ci hanno accerchiati, guidando in senso circolare intorno a noi. Andati via, sono ritornati una seconda volta e si sono avvicinati. Poi è accaduto quello che sapete”. 

“Hanno lanciato bombe assordanti e hanno sparato in aria. Sono scesi otto uomini dal volto coperto e hanno preso ad aggrediRci. Stavo correndo insieme agli altri, quando mi sono fermato per proteggere una ragazza del nostro gruppo. E' stato allora che mi hanno dato 10 coltellate al capo, alla gamba e al collo. Poi mi hanno picchiato e sono caduto per terra”. 

Halul si è detto certo che, pur essendo mascherati, i responsabili sono ebrei ultraortodossi. “Quando ci stavano attaccando, qualcuno ci ha ammonito che se solo avessimo provato a resistere, ci avrebbero sparato. Gli ho riconosciuti dall'accento e dagli abiti”. 

Ma questo non è il primo assalto di stampo razzista subito dal 22enne palestinese che afferma: “Non tornerò più nella stessa foresta. L'odio e le pratiche razziste degli ebrei nei nostri riguardi hanno raggiunto livelli tali da poter parlare di autentica violenza che minaccia costantemente le nostre vite”. 

“Non accuso nessuno, ma spero che la polizia riuscirà a trovare i responsabili dell'attacco perché si tratta di soggetti che dovrebbero essere banditi dalla vita pubblica. Essi costituiscono una minaccia concreta per ebrei e arabi”. 

Intanto, per questa storia, la polizia israeliana non ha ancora arrestato nessuno. In una dichiarazione delle forze dell'ordine di Israele si legge “si sta ancora indagando sul caso”.

(Nella foto: Alber Halul. Avihu Shapiro per Ynet).

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