Salah: ‘Le rivolte popolari arabe ridanno ai giovani palestinesi la speranza della resistenza’

Ginevra – Pal-Info, InfoPal. In un comunicato indirizzato alla Conferenza internazionale sui prigionieri palestinesio, Shaykh Ra'ed Salah, leader del Movimento islamico in Israele (Territori palestinesi occupati nel '48), ha manifestato le proprie convinzioni sull'unità del popolo palestinese intorno all'opposizione dell'occupazione sionista e alla coesione nazionale sulla resistenza: “Godiamo già di un consenso nazionale”. 

 

Il discorso di Salah ha affrontato la situazione regionale, le rivolte popolari che stanno scuotendo i Paesi arabi dalla Tunisia all'Egitto alla Libia.
Negli eventi arabi, il leader palestinese ha ammesso di intravedere “un risveglio che si rifletterà agevolmente e a breve tra i palestinesi”. Salah ha parlato della “speranza” che queste sommesse popolari rappresentano per la liberazione palestinese, perché “restituisce alle giovani generazioni la validità della propria resistenza”.

Effetti trainanti positivi, in particolare tra i più giovani, e soprattutto: “nessun leader palestinese potrà ignorare un'eventuale seguito di queste rivolte popolari nei Territori palestinesi occupati. Non si potrà essere sordi di fronte alla voce palestinese”. 

Da leader religioso, Salah ha aggiunto che “l'essenza spirituale è stata fondamentale per dare lo slancio alle rivolte nel mondo arabo e che ha rinforzato la certezza dell'illegittimità dell'occupazione israeliana”. 

Salah ha inoltre respinto le tesi circa la divisione politica tra le due entità territoriali palestinesi separate, Cisgiordania e Striscia di Gaza, e ha voluto precisare come “l'unità viva nelle piazze e che non esiste alcuna controversia sulla raccolta del consenso né sui prossimi eventi annunciati”. 

E ha aggiunto: “Negoziati sepolti, processo di ebraicizzazione di al-Quds (Gerusalemme) e colonizzazione della Cisgiordania sono tutti fatti obiettivi che i palestinesi devono considerare ogni giorno per superare eventuali divisioni e per non distrarre l'attenzione dalle priorità della causa nazionale: Stato palestinese su Cisgiordania, Striscia di Gaza con Gerusalemme capitale e ritorno dei profughi”.

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