Scontri a Gaza: 180 tra militanti di Fatah e membri del clan Hillis trasferiti a Ramallah dall’esercito israeliano.

Gaza – Infopal. La radio israeliana ha reso noto ieri che le forze di occupazione israeliane hanno predisposto il trasferimento di 180 tra membri di Fatah e del clan Hillis – protagonista degli scontri sanguinosi di questi giorni con la polizia del governo Hamas della Striscia di Gaza -, nella città di Ramallah.

Sabato, decine di attivisti di Fatah sono usciti dalla Striscia attraverso il valico di Erez e Nahal Oz.

Il trasferimento è iniziato questa mattina e prevede lo spostamento dei militanti verso i territori governati dall’Anp di Mahmoud Abbas.

Fonti israeliane hanno spiegato che il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha preso la decisione di trasferire gli attivisti in Cisgiordania, piuttosto che rimandarli indietro a Gaza, per "questioni di sicurezza".

Fonti di informazioni hanno riferito che il capo del clan familiare coinvolto nei violenti scontri di sabato nel quartiere di ash-Shujaiyah, a Gaza, Ahmad Hillis, ieri è stato arrestato dalla polizia israeliana, mentre era ricoverato nell’ospedale Soroka, a Beersheva.

Gli scontri di sabato.
 
Gli scontri sono scoppiati a seguito del tentativo della polizia della Striscia di Gaza di arrestare persone sospettate di aver provocato le esplosioni che una settimana fa portarono all’uccisione di 6 cittadini – 5 militanti delle brigate al-Qassam, ala armata di Hamas, e una bimba.

Il ministero degli Interni del governo Hamas ritiene, infatti, che gli attentatori si siano rifugiati nel quartiere di ash-Shujaiyah, in particolare in una zona roccaforte del clan Hillis.
 
Mentre la polizia procedeva con le ispezioni, uomini di Fatah e vari cecchini posizionati sui tetti hanno aperto il fuoco, uccidendo e ferendo decine di poliziotti. 
  
Non è certo che Ahmed Hillis sia personalmente coinvolto negli attacchi del 25 luglio scorso, ma, sostengono le forze di polizia, si è rifiutato di consegnare alcuni sospetti, proteggendoli all’interno del quartiere di ash-Shujaiyah.

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