Scontri tra manifestanti e polizia a Gerusalemme e Tel Aviv

Tel Aviv – MEMO. Secondo i media israeliani, domenica sono scoppiati scontri tra manifestanti israeliani e la polizia che cercava di disperdere la folla a Gerusalemme Ovest e Tel Aviv, come riporta l’agenzia Anadolu. I manifestanti chiedevano le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu e il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza.

L’autorità di trasmissione israeliana ha riferito che la polizia “ha tentato di disperdere i manifestanti in Piazza Parigi, nel centro di Gerusalemme Ovest, dove diversi di loro sono stati arrestati”. L’evacuazione a Gerusalemme Ovest, stimata in centinaia di persone, ha fatto seguito a scontri con la polizia. A Tel Aviv, la polizia ha arrestato diversi manifestanti in piazza Kaplan, nel centro della città, mentre centinaia di persone sono state disperse con la forza e alcune attrezzature di protesta sono state sequestrate, secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth.

Secondo il giornale, “migliaia di israeliani si sono riuniti in piazza Kaplan per chiedere le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu e elezioni anticipate”. I manifestanti hanno intonato lo slogan “elezioni subito” e hanno chiesto le dimissioni immediate di Netanyahu, secondo il rapporto. In diverse altre aree di Israele si sono svolte proteste con migliaia di partecipanti, che hanno chiesto le dimissioni del governo e il rilascio degli ostaggi. Tra queste, Haifa, Cesarea, Kefar Sava, Rehovot e Beersheba, secondo quanto riferito dall’autorità israeliana per le trasmissioni e da Yedioth Ahronoth.

Con l’intensificarsi delle proteste, Netanyahu ha criticato le manifestazioni delle famiglie degli ostaggi detenuti a Gaza definendole “inutili e contribuendo alle richieste di Hamas”. I funzionari israeliani stimano che 136 ostaggi siano ancora detenuti a Gaza dopo che Hamas ha lanciato un attacco contro le postazioni militari israeliane e le colonie nella zona di Gaza il 7 ottobre 2023.

Le fazioni palestinesi, guidate da Hamas, hanno catturato circa 239 ostaggi, liberandone decine durante una pausa umanitaria temporanea durata sette giorni e terminata all’inizio di dicembre. In cambio, le organizzazioni dei prigionieri palestinesi hanno dichiarato che, durante la pausa, Israele ha rilasciato 240 prigionieri palestinesi, tra cui 71 donne e 169 bambini.

Nonostante la sentenza provvisoria emessa venerdì dalla Corte internazionale di giustizia che ha ordinato a Tel Aviv di impedire atti di genocidio a Gaza, Israele ha continuato il suo assalto contro l’enclave costiera dove almeno 26.257 palestinesi sono stati uccisi, per lo più donne e bambini, e 64.797 feriti dal 7 ottobre 2023, secondo le autorità sanitarie palestinesi.

L’offensiva israeliana ha lasciato l’85% della popolazione di Gaza sfollata all’interno del Paese, in un contesto di grave carenza di cibo, acqua potabile e medicine. Il 60% delle infrastrutture dell’enclave è stato danneggiato o distrutto, secondo le Nazioni Unite.

(Foto: [Mostafa Alkharouf/Anadolu Agency]).

Traduzione per InfoPal di F.H.L.