‘Se le parole hanno un valore…’.

 

Riceviamo da un lettore e pubblichiamo.

Se le parole hanno un valore ….
 
Noam Bahat (18-12-2003): “…è una guerra fatta per scelta, non per sopravvivenza o per autodifesa. Quindi è immorale per definizione. Dobbiamo rifiutarla, perché finirà solo quando la gente smetterà di sostenerla.
 
Arundhati Roy (14/07/07): “I movimenti non-violenti hanno bussato alla porta di ogni istituzione democratica di questo paese per decenni, e sono stati disdegnati e umiliati. … Viviamo tempi in cui essere inefficaci vuol dire di fatto sostenere lo status quo.”
 
Lucia D'Augelli (aprile 2009) : “…Nel silenzio e nell'astensione delle comunità internazionali è iscritto per sempre il fallimento dell'intera umanità. ….. Noi, popolo degli indifferenti, siamo a milioni, basta un no, reiterato con forza, da ognuno, per liberarci definitivamente dal giogo infernale dei nostri governanti.”
 
Aldo Capitini : la pace non sarà il frutto di un gruppo di volonterosi, ma camminerà sulle spalle di una moltitudine“.
 
Albert Einstein: “… i governanti non potranno realizzare questo scopo importante (il regolamento pacifico delle controversie internazionali) senza l'appoggio energico della maggioranza della popolazione.
 
Friedrich Ernst (1924): “Io mi rifiuto! La nostra volontà è più forte della violenza, della baionetta e del fucile! Ripetete queste parole: “Io mi rifiuto!”. Mettetele in pratica, e in futuro la guerra sarà impossibile. Tutto il capitale del mondo, i re e i presidenti non possono nulla contro tutti i popoli che insieme gridano: NOI CI RIFIUTIAMO!”
 
Dal 1996 suggerisco :

“” Contro questi orrori e pericoli lottano e lavorano con grande impegno e sacrificio tante ammirevoli persone e associazioni, ma la loro azione evidentemente non basta, come non bastano le ricorrenti o saltuarie manifestazioni di piazza: cortei, marce, girotondi e quant'altro. I governi sono pressoché sordi a tutto ciò che non metta veramente in discussione il loro potere. A volte molto parzialmente, provvisoriamente e strumentalmente, fanno mostra di aderire alle richieste dei movimenti di opinione che di volta in volta si esprimono su casi o problemi eclatanti, ma non affrontano i problemi alla radice e lasciano immutata la situazione strutturale che genera sempre nuove catastrofi umane e ambientali.

Solo una permanente e crescente mobilitazione di molte persone, di cittadini del mondo, di quelli che votano e pagano le tasse, potrà imporre un cambiamento reale e duraturo. Siamo noi quindi, che abbiamo questa responsabilità e questo potere. Il “Patto tra i Cittadini del Mondo, per la pace, i diritti umani ed uno sviluppo equo e sostenibile” è un impegno personale che si fa gesto pubblico e collettivo per obbligare i governi di tutto il mondo a riconoscere priorità concrete alla pace, ai diritti umani, alla giustizia, ad uno sviluppo equo e all'ambiente. Un gesto di per se minimo e facile, com'è sottoscrivere una dichiarazione e spedirla una volta all'anno ad uno o più indirizzi, che può caricarsi però di una grande forza se sostenuto da convinzioni personali profonde e se condiviso da un grande numero di cittadini.

Non è stata costituita nessuna nuova associazione o comitato, perché …””

http://www.deicittadinidelmondo.it/pagine/ITALIANO/Perche.htm#citazioni

Buon anno. ( ma poi: repetita iuvant? )

G.Z.

“Per fare la guerra basta il tuo silenzio,
  per costruire la pace è necessaria la tua voce! “

www.deicittadinidelmondo.it

 

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