Se questa è la sinistra…


Da www.repubblica.it

 

GAZA: FASSINO, HAMAS NEGA PRECONDIZIONE PACE

Piero Fassino ha sollecitato un’iniziativa piu’ forte della comunita’ internazionale per creare un clima di “fiducia” tra le parti nel conflitto mediorientale. “L’impegno della comunita’ internazionale in questi anni e’ stato al di sotto del necessario”, ha sottolineato il ministro degli Esteri del governo ombra del Pd intervenendo a Palazzo Madama durante l’audizione del ministro degli Esteri Franco Frattini. E ha puntato il dito contro Hamas, vero “nodo” da sciogliere perche’ “non riconosce il diritto di Israele a esistere”. “Il Quartetto e’ stato del tutto evanescente”, ha insistito, “e la determinazione che la comunita’ internazionale doveva mettere in campo in realta’ non e’ stata all’altezza”. Dunque, Fassino ha sollecitato “alla comunita’ internazionale piu’ iniziativa politica” perche’ “tutti hanno chiaro come deve finire” in Medio Oriente, “ma non come ci si deve arrivare”. Hamas, ha ricordato, “fin qui non e’ stata disponibile ad alcuna forma di controllo”. E proprio sulla posizione del Movimento di resistenza islamico Fassino si e’ soffermato a lungo, dopo che Massimo D’Alema aveva ha sollecitato un coinvolgimento di Hamas nel processo di pace. “Chiediamo a tutti una tregua perche’ siamo convinti che non vi sia soluzione militare al conflitto in Medio Oriente e che si debba tornare alla politica, ma c’e’ un nodo che si chiama Hamas”, ha detto. La crisi, ha ricordato, e’ precipitata quando sul terreno si coglievano “segnali di condizioni piu’ favorevoli”. Molto importante, per Fassino, e’ “il sostegno all’Egitto e alla Lega araba, alla leadership moderata che scommette ancora sul costruire condizioni che portino Hamas a convincersi che non c’e’ soluzione senza il riconoscimento del diritto di Israele a esistere”.

Da http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20081228/pagina/03/pezzo/238197/

di mi. gio. – GERUSALEMME
FERRERO
«Dall’Italia via libera alla strage Processo di pace? Qui è apartheid»

(…)

È molto diffusa, anche in Italia, e a sinistra, l’idea che i nodi del conflitto israelo-palestinese non siano più l’occupazione militare e la negazione dei diritti ma invece l’esistenza di Hamas e la sua ideologia. Tu cosa ne pensi, saresti favorevole all’avvio di colloqui con il movimento islamico?
Penso che Hamas sia contemporaneamente un effetto del blocco del processo di pace e una causa di questa paralisi. A mio avviso sono due le strade da seguire. Una è quella del dialogo con tutte le parti in causa, quindi anche con Hamas, perché l’idea che con qualcuno non si parla è estranea alla possibilità di trovare un compromesso. I compromessi si fanno con i nemici e non con gli amici. Il dialogo deve essere con tutti e l’Europa deve lavorare e dialogare con tutti. La seconda strada è quella della costruzione di una sinistra in Palestina e in Israele che riesca a riproporre la questione dei diritti di tutti all’interno un contesto in cui i vari fondamentalisti la fanno da padrone, tendono a polarizzare il dialogo, sia in Israele che tra i palestinesi, e concepiscono solo una logica amico-nemico e rifiutando quella della soluzione e del compromesso.

 

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