Secondo un ex-ministro sudafricano, le azioni di Israele contro i palestinesi “ricordano l’apartheid”

MEMO. Le condizioni imposte da Israele nei Territori Palestinesi Occupati e ai cittadini palestinesi sono molto simili a quelle sperimentate dai sudafricani durante l’apartheid, secondo quanto dichiarato da una figura di spicco del movimento anti-apartheid del paese all’Agenzia Anadolu.

Molti combattenti per la libertà sudafricani, tra cui l’ex-presidente Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu, e anche i sudafricani comuni che hanno visitato i Territori Palestinesi Occupati sono rimasti turbati da ciò che hanno visto, ha dichiarato ad Anadolu Ronnie Kasrils, un ebreo sudafricano che ha combattuto l’apartheid e che è stato ministro dei servizi segreti.

“Ci ricorda quello che abbiamo vissuto durante l’apartheid: ‘la repressione, la crudeltà, la brutalità della polizia, le restrizioni nei movimenti, gli arresti, le detenzioni e i coloni illegali che si sono impossessati delle terre palestinesi’”, dice.

Afferma, inoltre, che “l’invasione e l’appropriazione di acqua e terra da parte di Israele, così come la distruzione di case e di fattorie con gli ulivi palestinesi, è una misura razzista”.

Continua poi sostenendo che Israele sta utilizzando una tattica simile a quella impiegata dall’ex-regime sudafricano dell’apartheid, quando spinse i neri sudafricani fuori dalle loro terre per creare territori bantustan che erano solo per i neri.

“Israele è uno Stato di apartheid. È uno Stato di coloni, come lo era il Sudafrica durante l’apartheid”, dichiara Kasrils.

A differenza del Sudafrica, però, dove i colonialisti sfruttavano i neri per la manodopera, il regime israeliano non vuole lavoratori palestinesi per timore dei dati demografici e ora si rifornisce di lavoratori da altri Paesi africani come il Malawi e la Thailandia in Asia, conferma.

Agli occhi dei molti razzisti che vivono in Israele, i palestinesi sono Untermenschen, meno che umani o addirittura animali, dice, citando il termine che i nazisti usavano per le persone che consideravano inferiori.

Ed è così che i leader e i sostenitori dell’apartheid si riferivano ai neri in Sudafrica, aggiunge.

Anti-sionista non significa anti-ebreo.

L’ex-esponente dell’anti-apartheid ha dichiarato di essere stato etichettato da alcuni come antisemita per la sua posizione a favore dei diritti dei palestinesi.

“Ci sono ebrei giusti nel mondo che dicono che essere anti-israeliani non equivale a essere anti-ebraici o anti-giudaici. Essere anti-sionisti non significa essere anti-ebraici”, ribadisce Kasrils, aggiungendo che “Non equipariamo il sionismo, una dottrina politica, alla nostra appartenenza etnica”.

Durante l’attuale crisi di Gaza, il Sudafrica ha preso una chiara posizione a favore della Palestina, condannando l’aggressione di Israele contro la Striscia di Gaza; tuttavia, ha anche condannato Hamas per aver attaccato e rapito civili israeliani.

Il mese scorso, il Sudafrica ha ritirato tutti i suoi diplomatici da Tel Aviv per consultazioni, mentre i parlamentari hanno votato a favore della chiusura dell’ambasciata israeliana nella capitale Pretoria e della sospensione dei legami diplomatici con Israele.

Il Sudafrica è anche tra i cinque Paesi, insieme a Bangladesh, Bolivia, Comore e Gibuti, che hanno chiesto un’indagine della Corte Penale Internazionale sulla guerra di Israele a Gaza.

Durante il periodo in cui è stato ministro del governo sudafricano, dal 2004 al 2008, Kasrils ha dichiarato di aver avviato un processo in cui gli ebrei hanno firmato petizioni per chiedere la pace e la fine della guerra di Israele contro la Palestina.

Dal 7 ottobre, più di 1.000 ebrei hanno firmato una petizione che chiede il cessate il fuoco immediato, aggiunge.

“Israele sostiene di rappresentare gli ebrei ovunque, ma non è così. È una menzogna”, ripete Kasrils.

“Vogliamo un mondo in cui le persone siano unite per la giustizia contro l’ingiustizia. Questo dà speranza e credo che alla fine i palestinesi vinceranno. Ne sono assolutamente convinto”.