Sempre più palestinesi cercano di evitare i posti di blocco


 

Da Ma’an
News Agency

 

 

 

14/07/2007

 

 

 

Sempre
più palestinesi cercano di evitare i posti di blocco

 

 

 

“Al-allafa”, che si significa letteralmente “sulla curva”, è
un’espressione che i palestinesi stanno ascoltando recentemente sempre più
spesso a Nablus.

 

 

 

L’espressione
è usata quando i palestinesi si avvicinano ad un posto di blocco israeliano o un
blocco stradale e sono costretti di uscire fuori dalla macchina e restano sul
marciapiede fin quando non gli danno il permesso di attraversare.

 

 

 

Spesso
devono aspettare molte ore prima di passare, e anche se gli è permesso loro di
attraversare, gli può essere rifiutato il passaggio perché sono magari ancora
troppo giovani o semplicemente perché non piacciono ai soldati israeliani. I
palestinesi hanno iniziato a cercare altri modi per uscire da un posto ad un
altro, senza dover passare attraverso posti di blocco e altre barriere che
impediscono la libertà di movimento.

 

 

 

Questo
è specialmente il caso del posto di blocco di Huwwara, a sud di Nablus nel nord
dei Territori Occupati. I palestinesi hanno raccontato la loro esperienza qui
come una delle peggiori delle più di 500 barriere nei Territori Occupati.

 

 

 

Invece
di aspettare sulla linea, si dirigono dai loro autisti che stanno aspettando,
qualche volta anche centinaia di metri dal posto di blocco, per prenderli e
condurli alle loro destinazioni senza dover attraversare i posti di blocchi.

 

 

 

Abdullah
di Nablus, 25 anni, ha riferito ad un giornalista di Ma’an Agency, che quando
stava cercando di attraversare un posto di blocco ha dovuto aspettare ben due
ore. Ogni volta che cerca di lasciare Nablus, gli è proibito di passare, perché
è minore di 35 anni.

 

 

 

Ha
detto che “al allafa” significa che si devono pagare di più gli autisti che li
trasportano oltre le barriere, cercando di evitarle, invece di attraversare i
posti di blocchi dall’altra parte”.

 

 

 

Un
ulteriore problema è che a soli sei km da Huwwara c’è un altro posto di blocco
chiamato Yetzhar, così che i Palestinesi devono trovare un altro autista che li
trasporti al secondo confine.

 

 

 

Per
aggiungere insulto ad ingiuria, c’è anche una terza barriera, Zatara, che i
palestinesi devono invece navigare.

 

 

 

Abdullah
è un ragioniere che lavora a Ramallah, è sposato e ha due bambini, malgrado il
suo bisogno di lavorare, così che possa provvedere al sostentamento della sua
famiglia, i soldati israeliani regolarmente gli rifiutano il passaggio ai posti
di blocchi.

 

 

 

I
soldati israeliani sono a conoscenza del fenomeno “allafah”, ma non fanno nulla
per prevenirlo. “Essi intendono farci soffrire, non ha niente a che fare con la
sicurezza, dal momento che noi poi riusciamo a passare e loro ci vedono”.

 

 

 

Abdullah
ha notato che tutte le promesse fatte nel vertice di Sharm el Sheikh da Olmert
ad Abbas, cioè di rimuovere alcuni dei posti di blocchi, si sono rivelate false
e senza fondamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.