‘Sequestro Achille Lauro. Sparito nel nulla il capo del commando’.

SEQUESTRO ACHILLE LAURO
Sparito nel nulla il capo del commando

geraldina colotti

Che fine ha fatto il palestinese Maged Al Molky? Nessuno ne ha più notizia dal 28 giugno. In una lettera disperata messa in rete, la moglie italiana racconta di averlo sentito per telefono alle 2,45 di quel giorno. Era all'aeroporto di Damasco, in Siria, in compagnia di due poliziotti che lo avevano accompagnato durante una procedura di espulsione definita arbitraria dai legali del palestinese. E al momento di essere imbarcato sull'aereo, contro la sua volontà, Al Molky ha detto di temere per la sua vita. Un altro caso di rendition? Di certo Youssef Maged Al Molky, 47 anni, figlio di un giordano e di una siriana, non è un signor nessuno. Ha scontato 23 anni e 8 mesi di carcere con l'accusa di aver guidato il commando palestinese che, il 7 ottobre 1985, sequestrò la nave da crociera Achille Lauro con 450 persone per chiedere la liberazione di altri prigionieri politici palestinesi, e nel corso del quale rimase ucciso un passeggero ebreo-americano.
Dopo aver scontato la pena, Al Molky, è uscito dal carcere Ucciardone di Palermo, il 29 aprile, e portato in questura, dove gli è stato notificato un ordine di espulsione in quanto clandestino, benché fosse sposato con una cittadina italiana e dovesse, per sentenza, scontare altri tre anni di libertà vigilata. Poi è stato trasferito nel Centro di identificazione e di espulsione (Cie) di Trapani e ha presentato ricorso. L'udienza si è svolta il 16 giugno. A mezzanotte del 28 sarebbe scaduto il termine di permanenza nel Cie. Alle 15 del 27 giugno, il palestinese è stato però prelevato e condotto a Fiumicino diretto il Siria. «Quali garanzie ha dato la Siria all'Italia sull'incolumità di Maged – si chiede la moglie – dato che alcuni reati commessi sull'Achille Lauro avvenuti in acque territoriali siriane?». E ricorda le parole pronunciate dal marito: «Mi hanno usato come merce di scambio fra Italia e Siria. Mi stanno mandando a morire».
 
fonte il manifesto 19/07/09

TERRORISMO
Assaltò l'achille lauro. Espulso. «rischia la vita»
«Mi stanno mandano a morire, mi stanno mandando a morire». Sono le uniche parole pronunciate, al suo arrivo all'aeroporto di Fiumicino, ieri pomeriggio da Youssef Maged Al Molky, il capo del commando palestinese che nel 1985 sequestrò la nave da crociera Achille Lauro uccidendo un passeggero statunitense di origine ebraica, Leon Klinghofer. La polizia oggi lo ha prelevato dal centro di accoglienza Serraino Vulpitta di Trapani per accompagnarlo a Roma e poi espellerlo in Siria dove, a suo dire, rischia la morte. L'uomo, nato in Palestina 47 anni fa da padre giordano e da madre siriana, ha scontato 23 anni e 8 mesi di carcere. La pena è stata ridotta per buona condotta. Ieri è arrivato a Fiumicino poco dopo le 18:30 con un volo della compagnia Air One proveniente da Palermo. Appena scese le scalette dell'aereo è stato subito prelevato da alcuni agenti della Polaria che lo attendevano sotto bordo con due auto. Protesta l'avvocato Gianfranco Pagano che ha presentato ricorso contro l'espulsione: «Le possibilità che Al Molky possa essere condannato a morte sono molto alte».

fonte il manifesto 28/06/09

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