Sesto incontro del Cairo: nulla di fatto. In programma un settimo round per il 25 luglio

Gaza – Infopal. Si è concluso ieri sera al Cairo il sesto round del dialogo nazionale palestinese tra le delegazioni dei movimenti di Hamas e Fatah, sotto il patrocinio egiziano, senza il raggiungimento di alcun accordo. I negoziati, si annuncia, riprenderanno alla fine del mese di luglio.

Nabil Sha‘ath, membro del Comitato centrale di Fatah e della delegazione partecipante al dialogo, ha dichiarato: “È stato deciso un settimo round per il dialogo tra Hamas e Fatah il 25 di luglio, che verrà seguito da una riunione globale con i segretari generali delle fazioni o con i loro rappresentanti, perché si firmi un accordo il 28 dello stesso mese.”

Sha‘ath sostiene che l’incontro è partito sotto spinte incoraggianti, “ma non siamo riusciti a ottenere ciò che volevamo”.

Il sette di questo stesso mese era stato fissato come termine ultimo per concludere le trattative sulla riconciliazione, ragion per cui domenica era stato avviato questo sesto ciclo d’incontri bilaterali; tuttavia, nessun progresso è stato compiuto.

Fonti attendibili hanno rivelato al corrispondente di Infopal.it che il Cairo ha proposto alle fazioni palestinesi di prolungare le riunioni per il dialogo nazionale, nel tentativo di uscire dai negoziati con risultati dignitosi: la fine delle divisioni palestinesi.

Tra le questioni in sospeso discusse nelle sedute, la più importante è certamente stata il problema dei detenuti in Cisgiordania e Striscia di Gaza.

Le fonti hanno comunque sottolineato che i colloqui tra i due movimenti, nel corso degli ultimi tre giorni, hanno quantomeno visto il consenso delle parti sulla formazione di una forza di sicurezza comune nella Striscia di Gaza, che inizierà però i lavori dopo la firma dell’accordo definitivo di riconciliazione.

Gli interlocutori avrebbero inoltre espresso il consenso alla formazione di un comitato congiunto di tutte le fazioni per supervisionare l'attuazione di tale accordo. Si tratterebbe di un comitato dal raggio d’azione limitato, che inizierebbe chiaramente i lavori dopo la firma finale e terminerebbe il proprio operato immediatamente dopo le elezioni presidenziali e legislative.

 

 

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