Si allarga l’ondata di proteste studentesche che condannano la guerra a Gaza

InfoPal. Dal 18 aprile, le università americane hanno assistito alla comparsa dell’attivismo studentesco a sostegno della Striscia di Gaza rispetto alla guerra israeliana, che si è poi esteso anche alle università di altri paesi.

Dall’America all’Europa, le proteste studentesche che rifiutano la guerra israeliana nella Striscia di Gaza continuano in diverse università americane ed europee, innescando un movimento di protesta più vasto contro il genocidio dei palestinesi.

I campus universitari sono diventati punti focali dell’attivismo, con gli studenti che chiedono la fine dello spargimento di sangue e l’assunzione di responsabilità per le atrocità israeliane.

Stati Uniti.

Dal 17 di aprile, i manifestanti si sono riuniti in almeno 40 campus universitari statunitensi, spesso creando accampamenti per protestare contro i crimini di guerra israeliani a Gaza e per chiedere il disinvestimento da Israele e dalle aziende che traggono profitto dalle sofferenze dei palestinesi.

Secondo i media statunitensi, quasi 2.500 persone sono state arrestate. Negli ultimi giorni, la polizia ha smantellato con la forza diversi accampamenti studenteschi, tra cui uno presso la New York University, su richiesta dei suoi dirigenti.

I manifestanti barricati all’interno della Columbia University, epicentro delle proteste studentesche a New York, si sono lamentati della brutalità della polizia quando gli agenti hanno sgomberato la facoltà.

Presso la University of California, a Los Angeles, centinaia di poliziotti hanno smantellato un accampamento, abbattendo le barriere e arrestando oltre 200 manifestanti.

Decine di poliziotti in tenuta antisommossa hanno usato spray chimici per disperdere un accampamento filo-palestinese presso la University of Virginia, secondo quanto riferito dal giornale studentesco The Cavalier Daily.

La Brown University nel Rhode Island ha raggiunto un accordo con gli studenti per rimuovere il loro campo dall’area in cambio della possibilità di disinvestire da “aziende che consentono e traggono profitto dal genocidio a Gaza”.

Messico.

Decine di studenti della più grande università del Paese, la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), hanno allestito un campo nella capitale, cantando “Palestina libera” assieme ad altri slogan che chiedono giustizia per il popolo palestinese.

Vogliono che il governo messicano rompa tutti i legami con Israele.

Canada.

Gli studenti hanno protestato contro il genocidio di Gaza in diverse città, tra cui Montreal, Ottawa, Toronto e Vancouver.

Centinaia di studenti della University of Toronto hanno manifestato per chiedere la fine della guerra israeliana a Gaza e per sostenere il sit-in studentesco contro la guerra in altri campus. I manifestanti si sono radunati davanti al consolato americano della città per poi muoversi in un corteo che si è concluso vicino al luogo del sit-in studentesco. I manifestanti hanno scandito slogan condannando i massacri israeliani in corso contro i civili e chiedendo un cessate il fuoco immediato. Hanno anche innalzato striscioni che condannano il sostegno ricevuto da Israele da parte di diversi paesi nonostante l’insistenza nel continuare le sue operazioni militari nella Striscia di Gaza.

Centinaia di manifestanti si sono uniti al primo e più grande accampamento, presso la McGill University di Montreal, nonostante le minacce di sgombero della polizia.

Hanno promesso di rimanere qui finché l’università non taglierà tutti i legami finanziari e accademici con Israele.

Regno Unito.

Gli studenti della University of Manchester hanno affermato il loro impegno a continuare il sit-in nel campus per il quarto giorno consecutivo, chiedendo all’università di recidere i suoi legami con Israele.

Ciò avviene dopo che l’amministrazione universitaria ha ricevuto una nota dalla polizia cittadina in cui si informavano gli studenti in protesta che uno dei loro cori, gridato durante le manifestazioni, incita alla divisione. Gli studenti hanno espresso la loro determinazione a continuare il sit-in finché l’amministrazione universitaria non risponderà alle loro richieste, che includono l’interruzione dei legami accademici e di ricerca con le istituzioni e le aziende israeliane che forniscono armi a Israele.

Irlanda.

In Irlanda, il presidente dell’Unione studentesca della Trinity University, nella capitale Dublino, ha affermato che il sit-in di condanna della guerra israeliana a Gaza continuerà finché non saranno soddisfatte le richieste degli studenti per la fine della guerra. Alla protesta, iniziata venerdì, partecipano circa 100 studenti.

Gli studenti hanno chiesto all’amministrazione universitaria di recidere i legami e gli investimenti con Israele e di condannare i massacri israeliani a Gaza. Hanno allestito un accampamento all’interno del campus universitario e hanno appeso striscioni che descrivono Israele come uno “stato terrorista” e chiedono la libertà per la Palestina.

Francia.

Nella capitale francese, Parigi, si è svolta una manifestazione che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza, sottolineando la necessità di ritenere Israele responsabile di quello che viene descritto come un genocidio. I manifestanti hanno accusato i paesi occidentali, compresa la Francia, di complicità con Israele. Hanno anche invitato il popolo francese a rompere il silenzio e a sostenere la giusta causa palestinese partecipando a manifestazioni, boicottando le merci israeliane e boicottando i prodotti delle aziende che sostengono Israele.

La polizia ha evacuato con la forza i manifestanti provenienti da un sit-in pro-Gaza presso Sciences Po a Parigi, la principale scuola di scienze politiche del paese. I funzionari hanno detto che 91 persone sono state arrestate.

L’amministratore ad interim di Sciences Po, Jean Basseres, ha respinto la richiesta degli studenti di esaminare i legami dell’istituzione con le università israeliane.

All’Università Paris-Dauphine, gli amministratori hanno vietato una conferenza che prevedeva l’intervento di Rima Hassan, un’esperta franco-palestinese di diritto internazionale che si è espressa condannando il genocidio a Gaza.

Il divieto, introdotto per il rischio di disordini pubblici, è stato annullato dall’autorità giudiziaria.

Danimarca.

A Odense si è svolta una massiccia marcia di condanna della guerra israeliana nella Striscia di Gaza e i manifestanti hanno issato bandiere palestinesi.

Svezia.

Allo stesso modo, la città di Uppsala è stata testimone di una manifestazione simile a sostegno della causa palestinese, alla quale hanno partecipato accademici e studenti. Hanno lanciato slogan a favore della Palestina.

Germania.

La capitale tedesca, Berlino, è stata testimone di una protesta alla quale hanno partecipato diverse fazioni politiche in solidarietà con i palestinesi e in protesta contro la guerra israeliana a Gaza. I partecipanti alla protesta hanno chiesto la fine di quello che hanno descritto come un genocidio contro i palestinesi di Gaza, e hanno lanciato slogan che condannano il sostegno del governo del Cancelliere Olaf Scholz al governo di Netanyahu.

La polizia è intervenuta venerdì per evacuare i manifestanti fuori dall’Università Humboldt, nel centro di Berlino.

Alcuni manifestanti sono stati allontanati con la forza dopo essersi rifiutati di spostarsi in un altro luogo, ha detto la polizia.

Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha criticato la protesta dicendo su X che la città non vuole assistere ad eventi come quelli avvenuti negli Stati Uniti o in Francia.

Svizzera.

Da giovedì circa 100 studenti occupano l’ingresso di un edificio dell’Università di Losanna, chiedendo il boicottaggio accademico di Israele e un cessate il fuoco immediato a Gaza

Australia.

All’Università di Sydney, manifestanti filo-palestinesi sono accampati da 10 giorni su un prato verde davanti all’università. Chiedono che l’università tagli i legami con le istituzioni israeliane e rifiuti i finanziamenti provenienti dalle aziende produttrici di armi.

Tunisia.

Nella capitale, in via Habib Bourguiba, si è svolta una manifestazione di solidarietà con i palestinesi e a sostegno delle fazioni della resistenza nella Striscia di Gaza.

I partecipanti alla manifestazione, organizzata dall’Associazione Sostenitori della Palestina, hanno lanciato slogan di condanna dei massacri commessi dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi. Hanno chiesto l’apertura dei valichi e la consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, nonché l’approvazione di una legge che criminalizzi ogni forma di normalizzazione con Israele.

Yemen.

Gli studenti dell’Università di Sana’a hanno manifestato in solidarietà con il popolo palestinese e hanno elogiato i movimenti studenteschi che sostengono la causa nelle università europee e americane.

I partecipanti hanno innalzato le bandiere palestinesi scandendo slogan di condanna delle politiche di Washington nei confronti della Palestina. Gli studenti hanno inoltre elogiato l’attivismo studentesco delle università occidentali che rifiuta la guerra a Gaza, sottolineando che questa posizione riflette la coscienza viva e l’umanità nel mondo, e chiedendo la fine degli attacchi e degli arresti contro gli studenti di quelle università.

Malaysia.

Migliaia di persone provenienti da varie parti del Paese hanno partecipato ad una manifestazione davanti all’ambasciata americana nella capitale Kuala Lumpur.

I manifestanti hanno denunciato la politica degli Stati Uniti che considerano troppo favorevole a Israele nella sua guerra contro la Striscia di Gaza. Leader politici come l’ex primo ministro Mahathir Mohamad hanno partecipato alla manifestazione, chiedendo l’immediata cessazione della guerra ed esprimendo il loro sostegno al diritto del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza.

(Fonti: PIC, Quds Press, Quds News).

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi