Sit-in di giornalisti a Gaza per chiedere la liberazione di Johnson.

Sit-in dei giornalisti a Gaza per protestare contro il sequestro del giornalista britannico e per chiederne l’immediata liberazione.

 

Questa mattina, decine di giornalisti palestinesi hanno organizzato un sit-in davanti alla torre dil Shawa, nella città di Gaza, per protestare contro il sequestro del giornalista britannico Alan Johnson, corrispondente della BBC, rapito ieri da uomini armati non identificati.

 

I manifestanti portavano cartelli che chiedevano la liberazione immediata del giornalista e la persecuzione degli autori del crimine.

I giornalisti hanno chiesto alla presidenza e al governo palestinesi di "muoversi velocemente per impedire che questo caso rovini l’immagine del popolo palestinese, e per porre fine a tale pratica criminale".  

 

Da parte sua, il dott. Ghazi Hamad, portavoce del governo palestinese, ha dichiarato che “quest’opera esprime l’ignoranza e l’intenzione di danneggiare l’immagine del nostro popolo”, e ha aggiunto che gli esecutori “sono conosciuti e lavorano per i propri interessi personali”.

 

In un discorso a nome delle fazioni palestinesi, il dirigente del movimento del Jihad islamico, Khaled Al-Batash ha definito il rapimento di Johnson come “uno schiaffo alla resistenza e al popolo palestinese”, e ha espresso il rifiuto di tutti i sequestri di giornalisti stranieri. 

Khalil Abu Shamaleh, direttore dell’associazione “Damir" per la difesa dei diritti umani”, ha affermato che “l’autorità palestinese – presidenza e governo – si deve assumere la responsabilità di questo crimine, perché avrebbe dovuto applicare la legge e perseguitare tutti coloro che la infrangono”.

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Lunedì 12 marzo

Uomini armati non identificati hanno rapito un giornalista della BBC. Unanime condanna da parte delle associazioni di giornalisti palestinesi.

Oggi pomeriggio, nella Striscia di Gaza, uomini armati e non identificati hanno rapito un giornalista della BBC, Alan Johnston.

Johnston, che lavora da due anni a Gaza come corrispondente della BBC, è stato rapito da uomini armati a bordo di una Subaru bianca mentre guidava la propria auto, una Kia grigia. 

Secondo quanto dichiarato da dirigenti della sicurezza palestinese e dalla Reuters, vicino all’appartamento di Johnston, a Gaza, è stata trovata un’auto abbandonata, affittata a nome della BBC.

L’ufficio della BBC a Gerusalemme ha dichiarato al sito internet Ynet di aver perso i contatti con il collega.

L’ultimo giornalista rapito nella Striscia di Gaza è stato Jaime Razuri, 50 anni, dell’Agenzia France Presse, a gennaio, e rapidamente rilasciato.

L’Associazione dei Giornalisti palestinesi ha condannato il rapimento del collega britannico, sottolineando che in questo modo "si distorce l’immagine dei palestinesi e si danneggia la causa palestinese".

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto copia, l’Associazione definisce Johnston come uno "scrittore e giornalista che si è distinto nel lavoro", che ha intessuto "buone relazione con tutti i palestinesi" e "sostenitore dei diritti umani e del popolo".

L’Associazione ha sottolineato che gli attacchi a giornalisti e giornali aiuta l’occupazione israeliana nella distruzione della verità e ha lo scopo di raggiungere obiettivi personali o di fazione alle spese dei cittadini e della causa palestinese.
E ha richiesto l’immediato rilascio del giornalista e senza condizioni, e ha invitato il presidente Mahmoud Abbas, il premier Ismail Haniyah, il ministro degli interni e i servizi di sicurezza a lavorare con celerità per il rilascio di Johnston.

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