Siyam: affamare 30.000 famiglie palestinesi è il primo 'successo' del governo Fayyad.



Said Siyam, capogruppo parlamentare di Hamas ed ex ministro degli interni, ha affermato che "affamare 30.000 famiglie palestinesi è il primo successo del governo di Fayyad", e ha sottolineato che "la storia non perdona e giudicherà ogni dittatore. Romperemo l’assedio, anche se loro non hanno imparato la lezione".

Durante un dibattito politico nel campo profughi an-Nusairat, al centro di Gaza, Siyam ha affermato: "Le forze di sicurezza spiavano molti dirigenti delle fazioni palestinesi. Hanno anche spiato i cittadini, violando la loro privacy. Per conto di chi spiavano?". Ha spiegato che i pedinamenti raggiungevano anche i Paesi vicini e che venivano utilizzati anche studenti universitari e appartamenti per trarre in trappola determinate persone e i collaboratori. "Siamo in possesso di registrazioni, telefonate, fotografie di pesonalità politiche e di grandi ufficiali delle forze di sicurezza palestinese e dell’Anp".
L’ex ministro degli interni ha spiegato che Hamas ha archiviato "numerosi documenti e prove che verranno consegnate a qualche Stato, al momento opportuno".

30 mila lavoratori lincenziati

Siyam ha poi affermato che privare 30.000 dipendenti pubblici dello stipendio e minacciare altri di licenziamento, nel caso si presentassero sul posto di lavoro, significa che il governo Fayyad "non è interessato alla patria, ma cerca il caprio espiatorio".

Siyam ha espresso la disponibilità di Hamas a collaborare con la commissione di indagine araba. E ha confermato che le Forze Esecutive appartenenti al ministero degli interni del governo Haniyah "riescono a controllare la Striscia di Gaza con l’aiuto di qualche centinaio di uomini della polizia, e stanno mantenendo quella calma e sicurezza che più di 80.000 membri delle forze di sicurezza dell’Anp non sono mai riusciti a garantire".

E ha precisato che "riusciremo a rompere l’assedio: Non hanno altra scelta che il dialogo. Perseguitare Hamas e la resistenza in Cisgiordania è un complotto contro la resistenza. Già nel 1996 avevamo vissuto questa esperienza".

Coinvolti altri stati

Siyam ha rivelato che la dirigenza egiziana ha espresso la propria meraviglia per la grandezza e la pericolosità delle informazioni presentate da Hamas nel penultimo incontro al Cairo, e ha chiarito che la "corrente golpista di Fatah, dopo l’accordo di Mecca, si stava preparando per la guerra contro Hamas e ha lavorato molto per distruggere il governo di unità nazionale. Dopo l’inizio delle operazioni di omicidio e di sequestro di musulmani ‘con la barba’ e di donne con lo hijab (il velo islamico, ndr), Hamas è stato costretto a distruggere questa la corrente e le forze di sicurezza. Insultavano Dio, torturavano i rapiti. Cosa avremmo dovuto fare, rimanere fermi a guardare? Il numero di persone uccise aveva raggiunto una media di 10 al giorno. Gli ospedali non avevano più posto per ricevere i feriti".

E ha concluso affermando che "Attraverso i documenti in possesso di Hamas si può dimostrare il coinvolgimento dei servizi segreti americani, francesi e spagnoli nel dirigere la lotta a Gaza".

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