Soldi finiti, lasciate l’Italia foglio di via per tre palestinesi la Ue li nascose al Mossad

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Soldi finiti, lasciate l'Italia foglio di via per tre palestinesi la Ue li nascose al Mossad

Repubblica — 23 marzo 2009   pagina 17   sezione: CRONACA

ROMA – «Sono finiti i soldi, ad aprile ve ne dovete andare». Dopo sette anni di permanenza in Italia nella più totale segretezza, nascosti come i testimoni di giustizia nei processi per mafia e sottratti al Mossad, che non ha mai smesso di dare loro la caccia, sta per finire la permanenza in Italia dei tre presunti terroristi palestinesi reduci dell' assedio della Natività di Betlemme del maggio del 2002. Si tratta di Mohamed Said Atollah Salem, 30 anni (accusato da Israele di essere coinvolto nella pianificazione di attentati suicidi), Ibrahim Mohammed Salem Abayat, 48 anni, (il Mossad lo ritiene uno dei responsabili delle brigate Ezzedim El Qassam, il braccio militare di Hamas che ha rivendicato la gran parte degli attentati suicidi fra la fine degli anni Novanta e il Duemila), e Khaled Abu Nijmeh, 42 anni, l' agente dei servizi segreti palestinesi sospettato dagli israeliani di avere una doppia identità. Oltrea essere uno 007, sarebbe anche un attivista delle brigate dei Martiri di Al Aqsa, il gruppo militante vicino al partito Fatah che ha partecipato all' ondata di attentati suicidi della seconda Intifada. Fu l' Ue, allora, dopo una delicata trattativa fra Arafat, Damasco e Israele, a proporre di ospitare in Europa i 13 miliziani palestinesi per porre fine all' assedio della chiesa simbolo della cristianità nella quale trovarono rifugio i palestinesi per sfuggire a un raid israeliano. Aderirono all' accordo raggiunto dall' allora presidente della Ue, lo spagnolo Josep Piqué, oltre all' Italia, anche Spagna, Grecia, Irlanda, Belgio e Portogallo. nuti, non possiamo metterli nelle nostre prigioni», ha detto). Ma è contrario il ministro dell' Interno, Roberto Maroni. «Non li voglio, gli Stati Uniti sono grandi, possono spostarli altrove». Eppure anche per i detenuti di Guantanamo, se verranno in Italia, non essendo imputati nel nostro Paese in alcun procedimento, si prospettano condizioni di ospitalità simili a quelle applicate ai tre palestinesi. Ma l' odissea dei tre miliziani è tutt' altro che conclusa. Anzi, per certi aspetti è solo agli inizi ed è tornata all' attenzione del Parlamento grazie a un' interpellanza parlamentare presentata dal deputato del Pd, e componente del Copasir, Emanuele Fiano. «Come intenderà comportarsi – chiede l' onorevole Fiano – il Governo italiano nei confronti la). A “espellerli”, oggi, è ancora un governo presieduto dal Cavaliere. E il loro allontanamento dall' Italia sta per avvenire nel pieno del dibattito politico che riguarda un caso analogo e che divide il centrodestra: l' accoglimento della richiesta Usa di ospitare in Italia alcuni detenuti di Guantanamo. Su questa ipotesi, sono possibilisti il premier Berlusconi e il ministro degli Esteri Frattini, è perplesso il presidente della Camera Gianfranco Fini («Per noi non sono deteelargito un sussidio. Unico impegno che gli “ospiti” hanno dovuto mantenere, è il divieto di spostarsi all' interno dell' Ue e di prendere contatti con esponenti delle loro organizzazioni. Di loro non s' è più saputo nulla e sarebbero stati del tutto dimenticati se non fosse che proprio in questi giorni si sono esaurite le risorse per mantenerli. E ai tre palestinesi è già stato detto che ad aprile se ne dovranno andare. Una notizia che forse si aspettavano, ma che li ha fatti sprofondare nella disperazione. Ovunque vadano, dalla Giordania all' Egitto, dalla Siria alla Palestina, dovranno guardarsi dalla caccia del Mossad. Ironia della sorte, ad ospitarli nel nostro Paese, sette anni fa, fu il governo Berlusconi (ministro dell' Interno era Claudio ScajoFu così che nel maggio del 2002 il Governo italiano approvò d' urgenza un apposito decreto che prevedeva l' accoglienza nel nostro Paese di tre palestinesi, per un massimo di 12 mesi. E stanziò, sull' onda di quell' emergenza, un fondo che, rivelatosi di importo di gran lunga superiore alle reali necessità, ha consentito l' ospitalità e il mantenimento dei tre palestinesi, e delle loro famiglie che nel frattempo li hanno raggiunti, per molto di più del tempo pattuito. Quelle risorse impegnate nel 2002, infatti, sono servite per nascondere i miliziani per questi sette anni nella più totale segretezza. Proprio come per i testimoni di giustizia, sono diventati “invisibili”, gli è stata cambiata identità, sono stati ospitati in una località top secret. Gli è stato dei 3 palestinesi? Si limiterà a “cacciarli” dall' Italia oppure si occuperà e preoccuperà del loro futuro?». «Il loro casoè attualissimo – ha aggiunto Fiano – in quanto del tutto simile a quella dei detenuti di Guantanamo». Il dilemma tuttora irrisolto che riguarda i tre miliziani è, infatti, la loro prossima destinazione. Dove se ne andranno, visto che il Mossad non ha certo intenzione di lasciarseli sfuggire? Il loro caso si è ora trasformato in una spy story internazionale: ovunque vadano, infatti, c' è il rischio che si scateni una guerra fra 007. Da una parte, quelli dei Paesi che si dovessero offrire per ospitarli e, quindi, proteggerli. Dall' altra, gli agenti segreti israeliani che da sette anni stanno aspettando di catturarli e processarli per terrorismo. – ALBERTO CUSTODERO

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