Sondaggio: il 36% degli israeliani revocherebbe il diritto di voto agli arabi

Tel Aviv – Ma'an. Un'indagine pubblicata nei giorni scorsi dall'istituto di statistica Dahaf rivela che molti ebrei israeliani favoriscono valori anti-democratici, dal momento che il 36% di loro appoggerebbe una revoca dei diritti di voto della minoranza palestinese; lo hanno riportato i media israeliani.

Il sondaggio, condotto da Mina Tzemach, è stato lanciato in seguito a un emendamento alla Legge della cittadinanza, approvato domenica scorsa, con il quale i non-ebrei sono ora costretti a giurare fedeltà a Israele in quanto “Stato ebraico e democratico”, com'è possibile leggere sul sito di Ynet News.

Tra gli intervistati, metà degli ebrei israeliani credenti e il 68% degli Haredim, seguaci dell'ebraismo ultra-ortodosso, hanno negato che la minoranza palestinese in Israele abbia diritto di voto, nonostante anche gli arabi israeliani siano cittadini dello Stato d'Israele. Circa il 25% degli israeliani che s'identificavano come laici erano della stessa opinione.

Dal sondaggio risulta anche che il 69% degli ebrei israeliani sono favorevoli all'emendamento alla Legge sulla cittadinanza, che diverse personalità israeliane di alto profilo hanno invece definito fascista.
Per quanto riguarda altri valori della democrazia, il 55% degli intervistati giustifica gli interventi che intaccano la libertà di parola in tempi di difficoltà politiche, e il 57% si oppone alle proteste non-violente organizzate durante le operazioni militari.

L'inchiesta rivela anche che un quarto degli israeliani crede nell'opportunità di trasferire tutti i poteri a un dittatore: va però sottolineato che solo il 20% di chi è nato in Israele appoggerebbe la dittatura, contro il 53% degli immigrati cresciuti altrove.
Ciononostante, il Dahaf ha fatto emergere che solamente il 3% degli ebrei israeliani sostiene il fascismo, e non più del 10% si definisce nazionalista, mentre l'80% s'identifica totalmente con i valori della democrazia. Due terzi si sono persino dichiarati allarmati dalla possibilità che il fascismo prenda piede in Israele, scrive Ynet.

A questo proposito, il 56% degli intervistati ha affermato che il ministro degli Esteri israeliano Avigodr Lieberman è il principale politico israeliano che contribuisce al fascismo e all'estremismo nazionalista nel Paese.

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