Sos Palestina. Petizione.

 

Care compagne e cari compagni,

come certo saprete, la situazione in Palestina si aggrava di giorno in giorno, a causa dell’embargo decretato da Israele, dagli USA e dall’Unione Europea. Vi allego il testo (quasi definitivo) dell’appello per una campagna di sottoscrizione popolare che prenderà il via nei prossimi giorni e che servirà sia per raccogliere fondi per la Mezzaluna Rossa Palestinese che per denunciare in ogni sede possibile l’infamia dell’embargo contro un popolo che già soffre da anni una feroce occupazione militare e coloniale.
Per quanto riguarda la gestione dei fondi, verrà al più presto comunicato il numero di un conto corrente su cui farli pervenire; le donazioni verranno rese pubbliche e aggiornate in tempo reale sui siti disponibili e a tutti quelli che aderiranno alla campagna S.O.S. Palestina; verrà costituito un apposito comitato di garanti con il compito di monitorare l’afflusso dei fondi e garantirne la trasparenza; la consegna avverrà direttamente sul posto e nelle mani dei responsabili sanitari della Mezzaluna Rossa, sia a Gaza che in Cisgiordania. L’idea è quella di condurre la campagna straordinaria per tutta l’estate e di concluderla a fine settembre, anche per intervenire nelle feste di partito che si tengono generalmente in quel periodo.
Non appena definitivo, l’appello verrà inoltrato ad associazioni, comitati, sindacati, ordini professionali, parlamentari e rappresentanti negli enti locali, giornalisti, artisti, intellettuali, forze politiche, ecc. per tutti, l’invito è a sottoscrivere e ad organizzare iniziative di sottoscrizione. E’ stata aperta la casella di posta elettronica sos.palestina@libero.it  a cui fra giungere le adesioni ed a cui comunicare le iniziative. Naturalmente, questa iniziativa non intende sovrapporsi a quelle già in atto da parte di molti, ma vuole essere un momento straordinario di sostegno in un tornante drammatico per tutto il popolo palestinese.

Un abbraccio a tutte e tutti,

Germano Monti

S.O.S. PALESTINA

 

La decisione dell’Unione Europea di interrompere i trasferimenti economici all’Autorità Nazionale Palestinese è un fatto straordinariamente grave non solo dal punto di vista politico, ma anche e soprattutto da quello umanitario.

Se da un punto di vista politico è grave che l’Europa non riesca ad avere sul Medio Oriente una visione diversa da quella del maggiore alleato di Israele, gli USA di George Bush, ciò che ci indigna maggiormente è l’indifferenza verso le conseguenze di certe scelte politiche nei confronti delle popolazioni civili. Interrompere le relazioni economiche con le istituzioni palestinesi non significa solo non rispettare la volontà democraticamente espressa da un popolo in elezioni universalmente riconosciute come impeccabili e corrette, nonostante le difficoltà imposte dall’occupazione israeliana. Tagliare i fondi alle autorità palestinesi significa, puramente e semplicemente, condannare alla fame un intero popolo, già prostrato dalla lunga occupazione militare israeliana..

Con una decisione arbitraria ed illegale, il governo israeliano ha sequestrato i fondi spettanti all’Autorità palestinese; lo ha fatto con la forza delle armi, non con quella del diritto. Allineandosi alla politica sciagurata del governo israeliano e degli USA di Bush, i governi dell’Unione Europea si rendono complici dello strangolamento della popolazione civile palestinese.

Da mesi, ormai, l’Autorità palestinese non è in grado di pagare gli stipendi dei propri dipendenti. Questo riguarda anche il personale del servizio sanitario, che da anni deve affrontare le terribili emergenze provocate dalla violenza dell’occupazione israeliana: ospedali bombardati, ambulanze mitragliate, medici ed infermieri assassinati. In queste condizioni drammatiche, simili a quelle in cui sono costretti a vivere tutti i Palestinesi, gli operatori sanitari hanno continuato a lavorare per alleviare le sofferenze del proprio popolo; ma ora nemmeno la loro abnegazione è più sufficiente. Negli ospedali della Palestina occupata, i pazienti gravi iniziano a morire per mancanza di medicinali e tutte le organizzazioni internazionali confermano che la situazione è prossima al disastro umanitario.

Di fronte al cinismo della politica, facciamo appello alla società civile ed ai cittadini italiani affinché dimostrino, ancora una volta, la loro generosità e solidarietà. Chiediamo agli uomini ed alle donne d’Italia di sostenere il servizio sanitario-umanitario palestinese, aprendo una grande sottoscrizione popolare per consentire ai medici, agli infermieri, agli ospedali della Palestina occupata di poter continuare la loro indispensabile missione. Invitiamo i lavoratori, gli studenti, i professionisti e le istituzioni a dare vita ad una grande operazione di soccorso umanitario, ognuno secondo le proprie possibilità: la nostra ambizione è quella di portare agli ospedali di Gaza e della Cisgiordania un sostegno morale ed economico per un popolo che continua la sua lotta per la sopravvivenza e vedere migliorate le sue condizioni di vita quotidiana nella sua terra, sulla base delle risoluzioni dell’ONU e della legalità internazionale.

 

Primi firmatari:

 

Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia – Forum Palestina – Comitato “Con la Palestina nel cuore” – Comitato di solidarietà con l’Intifada

 

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