Storie di ordinaria crudeltà: giovane mamma di cinque bambini muore al valico di Rafah.

Una giovane donna palestinese, madre di 5 bambini, malata di cancro, è morta di stenti al valico di Rafah.

La signora, residente a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, è morta oggi, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.

Taghreed Muhammad ‘Aabed, aveva 31 e si era recata in Egitto per cercare di curare il cancro che l’affliggeva.

Al ritorno, ha cercato di entrare a Gaza attraverso il valico di Rafah, ma è stata bloccata con gli altri 5000 cittadini palestinesi, nonostante le sue drammatiche condizioni di salute.

E’ quasi un mese che migliaia di palestinesi vivono in una sorta di campo di concentramento, al valico di Rafah, in attesa di poter entrare in Palestina. Sono costretti a stare al caldo, sotto il sole, senza servizi igienici, senza assistenza.

Le autorità israeliane hanno chiuso il valico. Dopo gli scontri interpalestinesi del mese scorso, gli osservatori internazionali se ne sono andati, lasciando la gestione a Israele, che ha chiuso i cancelli di fronte a migliaia di palestinesi in transito dall’Egitto (molti sono anziani o malati), ormai stremati.

La comunità internazionale, molto occupata a boicottare un governo legittimamente eletto dal popolo palestinese, chiude gli occhi davanti alle brutali e disumane violazioni di Israele, governo amico.

E gli inviati e le inviate di spicco dei nostri quotidiani puntano il dito contro Hamas, descrivendo con stizzito disgusto il fetore ormai dilagante nella zona, come se la colpa di tale situazione da lager fosse palestinese e non israeliana.

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