Striscia assediata, riapre temporaneamente il valico di Karm Abu Salem. Rimane chiuso Nahel Oz per il rifornimento di combustibile.

 

Gaza – Infopal. Le autorità di occupazione israeliane hanno aperto temporaneamente il valico di Karm Abu Salem permettendo l’entrata di quantità modeste di rifornimenti alla Striscia di Gaza assediata. Il passaggio di Nahal Oz, adibito al transito di combustibile, è invece rimasto chiuso

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I valichi della Striscia di Gaza sono ancora chiusi. Israele ‘gioca’ con 1,5 milioni di persone affamate.

L’ing. Raed Fattuh, responsabile della commissione merci nella Striscia di Gaza, ha riferito che ieri in tarda notte Israele ha informato la parte palestinese dell’apertura del passaggio commerciale di Karm Abu Salem, per permettere l’ingresso ai camion carichi di generi alimentari e gli aiuti umanitari.

Israele ha informato del permesso di entrata per 15 camion di latticini e carne destinati ai commercianti e di 18 altri carichi di aiuti umanitari destinati all’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite e a organizzazioni internazionale.

Tuttavia, l’ingresso dei 33 automezzi è "in forse": un dirigente del governo israeliano ha parlato di "consegne dipendenti dagli eventi della giornata". Il riferimento è a possibili lanci di razzi artigianali palestinesi contro il Negev, in risposta ai massacri israeliani perpetrati in questi giorni. Che un milione e mezzo di palestinesi assediati possano mangiare dipende, dunque, dall’umore dei carcerieri israeliani e non dal diritto umanitario e internazionale.

Ricordiamo inoltre che è stato Israele a far fallire la tregua, il 5 novembre, bombardando e massacrando dei resistenti palestinesi.

Ieri, le fazioni della resistenza palestinese hanno lanciato diversi missili verso i territori israeliani, senza causare feriti. Ieri mattina, invece, l’aviazione israeliana ha bombardato un gruppo di militanti delle CRP, uccidendone 4.

Questa mattina, nessuno dei 33 camion annunciati è ancora entrato nella Striscia.

I valichi della Striscia di Gaza sono chiusi da 13 giorni consecutivi e hanno portato alla paralisi di tutta l’area: si sono fermati i forni, la corrente elettrica manca in tante zone, l’Unrwa aveva interrotto le attività perché non arrivavano i camion con gli aiuti umanitari.

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