Striscia di Gaza, 35 mila disabili vivono in condizioni insostenibili.

Gaza – Pic. In un documento pubblicato domenica scorsa, la Palestinian Medical Relief Society (PMRS) afferma che la penuria di servizi, nel quarto anno d'embargo, sta conducendo rapidamente a condizioni davvero insostenibili. <!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>

A un anno dall'aggressione a Gaza, più di 35.000 disabili (il 2,5% della popolazione) vivono nella Striscia.

L'embargo ha provocato una penuria di materie prime per le fabbriche, ma il blocco all'ingresso dei materiali ha influito anche sulla riabilitazione dei disabili, sottolinea la PMRS.

Si ricorda che il 42.7% dei disabili sono donne e il 36.4% bambini.

La PMRS prega tutte le fazioni palestinesi di porre fine alla discordia e d'intraprendere la ricostruzione a Gaza, così come fa appello alla “comunità internazionale” affinché prema su Israele per la fine dell'embargo [conditio sine qua non per la “ricostruzione”, ndr].

Da parte sua, Mu'awiya Hassaneyn, il direttore del servizio emergenze del ministero della Salute a Gaza, ricorda opportunamente che le squadre di soccorso, durante l'aggressione israeliana a Gaza, hanno sacrificato anche loro vite per mettere in salvo i feriti.

Durante un corteo di ambulanze a Gaza tenutosi nell'ambito delle celebrazioni per ricordare il primo anno dall'aggressione, egli ha detto che gli equipaggi delle ambulanze hanno dovuto affrontare enormi sfide, niente affatto attenuatesi in seguito, a causa dell'embargo opprimente.

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