Striscia di Gaza, bambini sempre più malnutriti.


Report, The Electronic Intifada

Gaza, 22 Aprile 2009 -Irin.

La crescente povertà, la disoccupazione e l’insicurezza alimentare di Gaza, aggravate dalla recente offensiva israeliana, hanno aumentato la minaccia di malnutrizione infantile: è quanto riferito dalle agenzie Onu, dai funzionari del ministero della Salute a Gaza e da Ong sanitarie con sede nella stessa città assediata.

I membri dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sono preoccupati dai numerosi segnali d’allarme, tra cui gli indicatori di crescente malnutrizione – casi sempre più frequenti di bambini denutriti, sottopeso o con problemi di crescita – e i tassi costantemente elevati di anemia tra i bambini e le donne incinte.

Secondo Erminio Saco, consulente della Fao (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura) per la sicurezza alimentare in Palestina, una stima del Programma mondiale per l’Alimentazione evidenzia la maggior incertezza sulla qualità del cibo in un confronto tra le rilevazioni del 2008-2009 e quelle del 2007; l’Ufficio centrale palestinese di statistica calcola inoltre che l’acquisto di generi alimentari e il consumo di energia a Gaza sono scesi del 10% tra il 2005 e il 2007.

Il settore agricolo, invece, sta lottando da 18 mesi per tener testa all’embargo israeliano su importazioni ed esportazioni, che causa un abbassamento della produttività e un accesso ridotto a prodotti freschi a buon mercato, secondo la Fao.

Riduzione della crescitaL’Unicef ha dichiarato nel mese di gennaio che il 10,3% dei bambini di Gaza al di sotto dei cinque anni sono affetti da crescita ridotta, una tendenza sempre più frequente negli ultimi anni. In termine tecnico tale fenomeno è chiamato “stunting”: http://en.wikipedia.org/wiki/Stunted_growth (ndr).

Secondo l’Oms, la riduzione della crescita è solitamente attribuibile a carenza cronica di proteine, ferro, vitamine essenziali ed altri principi nutritivi. “Più del 10% dei bambini di Gaza è costantemente malnutrito”, sostiene il funzionario Oms a Gaza Mahmud Daher, aggiungendo che questa percentuale è leggermente cresciuta nel corso del 2008.


Anche le condizioni igieniche dei bambini hanno subito un peggioramento, da quando l’embargo impedisce i rifornimenti di elettricità: sia la pulizia dei vestiti sia l'igiene personale hanno subito una riduzione, soprattutto durante il conflitto, secondo  gli abitanti di Gaza.

Nell’aprile dell’anno scorso, l’Unicef ha stimato che, sui circa 255.000 bimbi al di sotto dei cinque anni, 26.265 erano a rischio di malnutrizione, e 657 con buone probabilità di avere problemi di denutrizione.

La Fao stima anche che circa due terzi della popolazione – la metà dei quali costituiti da minorenni– sono ritenuti a rischio alimentare.

Denutrizione e malnutrizione. A Gaza, tra il 2006 e il 2008, il numero di bambini con meno di cinque anni che soffrono di denutrizione acuta e malnutrizione è quasi raddoppiato, passando dall’1,4% al 2,4% (fonti Unicef). La denutrizione è considerata un problema sanitario pubblico solo quando la popolazione affetta supera il 5%, ma l’Oms è ugualmente preoccupata per la sua notevole crescita nel capoluogo palestinese.

Nel 2008, il 2,5% dei bambini era sottopeso per la sua età, secondo l’Oms di Gaza.

Anemia. “L’anemia è elevata tra i bambini e le donne in stato di gravidanza, e si hanno delle oscillazioni nelle cifre a seconda della disponibilità di cibo e della situazione politica ed economica nell’area presa in considerazione”, ha spiegato Daher.

L’Oms sostiene che la carenza di ferro e di vitamina A si è fatta più frequente durante e dopo il conflitto. I risultati delle attuali stime Oms sull’anemia a Gaza sono attesi per il mese prossimo, ma, secondo Daher, le percentuali ammonterebbero al 65% tra i bambini dai 9 ai 12 mesi e al 35% tra le future mamme.

L’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) pubblicherà delle statistiche a luglio, ma è già preoccupato per l’aumento dei casi di anemia, ha fatto sapere Mohammed Maqadma, funzionario Unrwa per la sanità.

L’Unicef cita poi la correlazione positiva esistente tra malnutrizione e lo scarso consumo di carne (ovvero proteine animali) e frutta, estensione delle singole famiglie e reddito.

La quantità di frutta fresca e di carne a buon mercato si è significativamente ridotta a Gaza, a causa dei divieti imposti al commercio, sostiene l’Ocha (Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari). “L’ultimo rifornimento di bestiame è giunto il 31 ottobre 2008, e tuttavia, già a partire dalla vittoria di Hamas nel giugno 2007, le importazioni di animali sono state severamente ristrette”, ha riferito il rappresentante dell’Ocha a Gaza, Hamada al-Bayari.

Fuad Issawi, direttore di tutti e 56 i grandi centri sanitari gestiti dal ministero della Sanità a Gaza, ha affermato che i casi di riduzione della crescita e di anemia tra il 2008 e il 2009. Dal 2007, sostiene Issawi, la quantità di sostanze anti-anemia – come il carbonato di ferro (contenente vitamina C) e l’acido folico – richieste dalle cliniche mediche avrebbe conosciuto una drammatica impennata.

“Nel 2008 si è avuta una diffusione dell’anemia tra i bambini dei nostri centri”, ha dichiarato infatti Adnan al-Wahaldi, direttore dell’associazione di beneficenza Ard al-Insan, la principale ONG sanitaria di Gaza, che interviene in soccorso di circa 16.000 bambini denutriti.

“Negli ultimi mesi, nei nostri centri sono giunte sempre più mamme con bambini sottopeso o gravemente denutriti; molti dei loro mariti sono morti durante il recente conflitto, o sono disoccupati”.

Questo materiale è stato fornito da IRIN, un servizio ONU d’informazione a scopo umanitario, ma non riflette necessariamente il punto di vista dell’ONU o delle sue agenzie. Tutto il materiale dell’IRIN può essere inoltrato o stampato liberamente; cfr. sul sito la pagina sul copyright per i termini d’uso. IRIN è un progetto dell’Ufficio ONU per la Coordinazione degli Affari Umanitari.



 

 

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