Striscia di Gaza: importazioni sotto il livello minimo necessario.

Gaza. Le importazioni della scorsa settimana nella Striscia di Gaza sono rimaste sotto il livello minimo di necessità, secondo il rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).

Il rapporto, pubblicato venerdì, quando sono stati chiusi i passaggi, ha osservato un aumento del 31% nelle importazioni consentite rispetto a quelle della settimana precedente, con un totale di 625 camion entrati a Gaza carichi di merci, rispetto ai 434 della settimana prima.

Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, questo quantitativo costituisce circa il 22% del fabbisogno, sulla base della media pre-assedio di 2.807 camion a settimana.

Durante la settimana del 24 aprile – 3 maggio, i militari israeliani – che controllano i valichi – hanno registrato 13.593 tonnellate di aiuti trasferiti nella Striscia, tra cui:

76 camion di frutta e verdura; 27 carichi di grano; 34 camion di prodotti di carne, pollo e pesce; 45 camion di prodotti caseari; 114 camion di mangimi; 37 camion di prodotti per l'igiene; 50 camion di vestiti e scarpe; 16 camion di zucchero.

Il catalogo limitato di prodotti permessi dai militari è stato inoltre oggetto di recenti inchieste da parte della BBC e del quotidiano israeliano Haaretz.

La BBC ha avuto accesso ai documenti del tribunale, che confermano un breve elenco di prodotti che godono dell’autorizzazione di entrare a Gaza, e ha citato una fonte attendibile che spiega “gli 81 articoli che sono attualmente riconosciuti per l'importazione –dai fagioli alla carne in scatola– e a partire da marzo, anche delle scarpe”.

La relazione va avanti, sottolineando che “tra la vasta gamma di prodotti attualmente vietati ci sono marmellata, cioccolato, legno per mobili, succhi di frutta, tessuti e giocattoli di plastica”.

La giornalista Amira Hass di Haaretz ha fatto seguire a questi articoli, uno dal titolo “Perché Israele non permette agli abitanti di Gaza di importare coriandolo?”, che ha portato alla luce motivazioni per sostenere che “gli interessi commerciali all'interno di Israele, e il potere di influenza, hanno stabilito quali dovessero essere i beni permessi”.

Con una causa in corso di alto profilo avviata dal gruppo per i diritti di Israele, rimangono ancora dubbi su ciò che è e non è consentito portare a Gaza, e con quali meccanismi le merci sono giudicate idonee per la concessione del permesso.

Durante la scorsa settimana, OCHA ha registrato l’entrata di merci precedentemente soggette a divieto, come 11 camion carichi di tubi in plastica (tubi PVC), 2 camion di cavi elettrici per il Servizio pubblico dell’acqua ai comuni costieri e per la Società di distribuzione elettrica di Gaza, e 4 camion carichi di vetro.

Dall'inizio di aprile, il rapporto ha osservato 87 camion riempiti di abbigliamento, 72 di calzature, 9 di alluminio e 14 di legno sono stati autorizzati a entrare in Gaza, ma ha indicato che i seguenti “beni essenziali” continuano ad essere vietati:  cemento, barre di acciaio, vernici, mobilia, bestiame, apparecchiature IT e veicoli.

(Fonte: Maan)

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