Striscia di Gaza, Israele minaccia la sopravvivenza di 3300 pescatori

Presstv. La marina israeliana sta minacciando la sopravvivenza di quasi 3.300 pescatori che lavorano lungo i 40 chilometri di costa della Striscia di Gaza.

Quasi quotidianamente le cannoniere israeliane aprono il fuoco  contro i pescatori di Gaza, costringendoli a cessare le loro attività di pesca nel Mar Mediterraneo.

Tra gli abitanti di Gaza, decine di migliaia di persone dipendono esclusivamente dalla pesca per sopravvivere, e alcuni di loro, spinti dalla disperazione, violano il divieto israeliano e raggiungono l'alto mare per pescare.

Negli ultimi giorni, le aggressioni  israeliane contro i pescatori si è intensificate: essi affermano di rischiare la vita ogni volta che vanno a pescare.

Il regime israeliano sostiene che il blocco navale serve per impedire il contrabbando di armi verso Gaza.

Il  pescatore Mohammad Bakry racconta che l'anno scorso suo nipote è stato ucciso dalla marina israeliana mentre stava pescando, e aggiunte: “Israele continua a restringere i limiti che ci ha imposto. Soffriamo per la sua prepotenza, giorno dopo giorno. Ora ci permette di pescare solo in una zona a meno di 2 miglia nautiche dalle coste, dove il pesce è scarso”.

Sotto i cosiddetti accordi di pace di Oslo, siglati nel  1993, Israele ha mantenuto il controllo militare delle acque territoriali di Gaza, a patto di permettere la navigazione dei pescherecci el Mar Mediterraneo fino a 20 miglia nautiche, cosa che non accade realmente perché la pesca è consentita solo fino a  meno di tre miglia nautiche dalle coste.

Esperti ambientali affermano che  confinare i pescatori di Gaza in un'area così ristretta sta distruggendo la vita degli organismi viventi nel Mediterraneo al largo della costa della Striscia di Gaza.

Zekra Ajjor l'esperto ambientale, afferma: “C'è un fenomeno di pesca eccessiva in una area molto ristretta, il che sta portando alla distruzione della vita marina al largo della costa mediterranea nei pressi della Striscia di Gaza”.

Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), le restrizioni delle zone in cui è permesso ai cittadini di Gaza di pescare sta riducendo la fauna ittica con conseguenze negative sulla dieta degli abitanti della Striscia.

 

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