Striscia di Gaza sotto assedio, neonato rischia di morire: gli manca latte adeguato.

Gaza – Infopal. Mentre 1500 attivisti di tutto il mondo sono bloccati in Egitto (tranne un gruppetto di 86, entrati questa notte nella Striscia), ostacolati nel loro legittimo diritto di recarsi a Gaza a portare solidarietà a 1,5 milioni di persone sotto feroce assedio; mentre il governo egiziano collaborara con Israele nei crimini contro l'Umanità, a Gaza ci sono bambini che rischiano di morire per mancanza di alimenti e di cure adeguate.

“Un bambino di quattro mesi della Striscia di Gaza morirà presto, se al più presto possibile non gli verrà somministrato uno speciale latte per bambini”, afferma Atiya Al-Basyuni, coordinatore del “National and Islamic Committee”.

Basyuni ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi mercoledì che Yehya Abu Shabab è allergico a tutti i tipi di latte per bambini eccetto il Galactomin19. L'ospedale di Jaffa gliene ha forniti quattro pacchi, ma l'ultimo rimasto sta per finire.

Questo è un altro episodio che evidenzia come la gente di Gaza, in particolare i bambini, abbiano davvero bisogno di essere aiutati, condannati come sono dall'embargo sionista.

Mohammed Abu Shabab, lo zio, ha chiesto direttamente questo tipo di latte al ministero della Sanità, spiegando che il nipote soffre di diarrea cronica da quand'è nato, così è stato portato all'ospedale infantile “Nasr” di Gaza, poi a quello di Jaffa, nella Palestina occupata nel 1948, dove – dopo una serie di test che hanno dimostrato che tutti gli altri tipi di latte sono per lui nocivi – gli è stato somministrato il Galactomin19.

Mohammed ha detto chiaramente che la vita del nipote è a rischio se il quarto pacco di latte finirà senza che ne arrivi dell'altro. La famiglia ha cercato il Galactomin19 in tutta la Striscia di Gaza, senza trovarlo.

Intanto, lo stesso ministero della Sanità mette in guardia da una catastrofe sanitaria, poiché 141 tipi di farmaci sono andati esauriti dalle scorte. Perciò ha fatto appello alla 'Comunità internazionale' e alla Croce Rossa affinché intervengano immediatamente e facciano pressioni su Israele, che deve aprire i valichi per far entrare le forniture mediche necessarie alla popolazione sotto embargo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.