Striscia di Gaza, una compagnia israeliana ha avviato nuove perforazioni per il gas

Al-Quds (Gerusalemme) – Maan. La radio israeliana ha diffuso la notizia secondo la quale, una compagnia israeliana ha ottenuto la licenza per perforare il gas in due zone sul confine tra la Striscia di Gaza e Israele.

In realtà, la trivellazione era già iniziata lunedì, 18 ottobre, mentre la presunta autorizzazione sarabbe giunta ieri, 19 ottobre.

La Energetik Inc., azienda leader nell'alta tecnologia di gas naturale e nella tecnologia ANG (Adsorbed Natural Gas) è diretta dall'ex deputato israeliano Modi Zanderberg. Stando a quanto afferma la radio, attualmente le sue quotazioni in borsa a Tel Aviv stanno salendo, proprio in previsione dei lavori di perforazione.

La compagnia ha dichiarato che dal rilevamento effettuato nelle colonie israeliane di Sa'ad e a Nir Am, vicine al confine, si sono stimati 26 milioni di barili di olio estraibili ad una profondità di 2km circa sottoterra.

Si tratta di un rilevamento pari al 15% e tuttavia, la trivellazione potrebbe portare nelle casse della compagnia 2 miliardi di dollari.

Il Libano disputa i confini marittimi (commerciali) con Israele

Un gruppo di esplorazione israelo-statunitense ha iniziato a trivellare il gas naturale Leviathan nel Mediterraneo orientale, area rivendicata dal Libano.

Guidato dalla Noble Energy (compagnia americana con sede in Texas), il sito di Haifa  sarà principalmente usato per le esportazioni e, secondo la compagnia israeliana Delek Drilling, trovandosi vicino alla costa, dovrebbe essere sufficiente per rendere a Israele l'indipendenza energetica di cui è alla ricerca, da almeno vent'anni.

Il sito dista 135km dalla costa settentrionale e il trivellamento nelle acque è iniziato fino ad una profondità di 1,6km.

Allo stesso tempo, Globes (sito di notizie economiche israeliano) ha riportato le richieste di chiarire i confini nelle acque con Israele, rivolta all'Onu dal Libano. Secondo detta fonte, queste discussioni sarebbero scaturite proprio dopo le recenti scoperte dei giacimenti di gas.

Qualora l'Onu dovesse accogliere l'istanza libanese, la competenza ricadrebbe sul Consiglio di sicurezza o, in alternativa, spetterà ad un altro organo Onu.

L'opinione generale è che l'Onu finirà per chiedere alle parti di trovare un accordo oppure accadrà quanto avenne nel 2000.

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