Studio: allarme sulla situazione economica di Gaza.

Dal nostro corrispondente.

La Striscia di Gaza è entrata nel suo settimo mese di embargo. La situazione economica e sociale è allarmante. La condizione dei dipendenti pubblici, senza stipendio, è drammatica. L’embargo voluto dagli Usa e dall’Unione Europea sta portando al crollo dell’economia palestinese.

Studi eseguiti da “Portland Trust” in collaborazione con la Società Economica palestinese, rivelano che i debiti dei dipendenti pubblici hanno raggiunto 315 milioni di dollari. Il 13.3% dei lavoratori dell’Autorità nazionale palestinese sopravvive grazie ad attività private – con cui riesce a raggiungere il 47.3% dello stipendio -; il 70% ha case in proprietà; il 24% vive in case in affitto; il 95% di coloro che sono in affitto non riesce a pagarlo; il 91% di coloro che hanno contratto un mutuo ha interrotto i pagamenti.

Indebitamento

Dallo studio emerge che il 65% dei dipendenti pubblici ha prorogato il pagamento delle rate scolastiche dei propri figli, e il 54%, di quello delle rate universitarie. Il 74% ha chiesto prestiti ad amici e conoscenti, il 54% a parenti, il 22% ha usato i risparmi, il 21% ha venduto il patrimonio familiare e il 21% ha interrotto i contratti telefonici.

Né vestiti né divertimento

L’89% ha rimandato il pagamento delle bollette della corrente elettrica, mentre il 62% ha chiesto di posticipare il saldo dei debiti bancari; il 93% ha smesso di comprare vestiti, il 73% ha bloccato la manutenzione della propria abitazione, il 59% non frequenta più ristoranti e posti di divertimento, il 25% ha smesso di di fumare. Il 65% non ce la fa più a sostenere le spese mensili; il 40% sta cercando di cambiare lavoro.

Dallo studio emerge che la mancanza di stipendio, oltre a influenzare la vita quotidiana e i servizi, provoca anche disagio psicologico e morale, e influisce sul rendimento lavorativo.

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