‘Talebanizzazione della società israeliana’: la Torah al posto del Codice penale.


La Torah

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Gerusalemme, 08-12-2009

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Un comunicato del ministero , alla fine, ha cercato di correggere il tiro, ma era ormai troppo tardi. Una vera e propria bufera politica si è abbattuta sul ministro della Giustizia israeliano Ya'acov Neeman, il quale ha espresso l'auspicio che il sistema giuridico del paese sia presto regolato dalla Torah, testo sacro dell'ebraismo.

Nel corso di una conferenza a cui partecipavano numerosi rabbini, il ministro, citato dal Jerusalem Post, ha auspicato che “si faccia in modo che la legge della Torah sia la legge di Israele”, in un processo da mettere in atto “passo dopo passo”. Il ministro ha inoltre parlato di “ritornare alla vecchia gloria”, usando lo slogan dello Shas, partito religioso sefardita che riunisce gli ebrei ultraortodossi.

Le reazioni sono state immediate, con la leader dell'opposizione Tzipi Livni, che è stata anche ministro della Giustizia e degli Esteri, che ha dichiarato alla Radio dell'Esercito che le frasi di Neeman dovrebbero “preoccupare ogni cittadino”, dicendosi certa che la struttura istituzionale di Israele non consenta l'evoluzione auspicata dal ministro.

Secondo la parlamentare del partito Kadima, Orit Zuaretz, le dichiarazioni di Neeman “minacciano le basi del sistema di valori e di leggi di un paese democratico”, oltre “al delicato equilibrio tra uno stato democratico e uno stato ebraico”. Un altro esponente di Kadima, Ya'acov Edri, ha chiesto le dimissioni di Neeman, mentre il leader di Meretz, Haim Oron, lo ha accusato di “slealtà” nei confronti dei principi di Israele e di “talebanizzazione della società israeliana”.  Critiche sono arrivate anche da alcuni religiosi, come il rabbino Gilad Kariv, leader del Movimento di Riforma, secondo il quale il ministro “mette a rischio la fiducia dei cittadini nello stato di diritto”.

Ma tra le fila del governo non sono mancate frasi di sostegno a Neeman, con il ministro della Scienza e della Tecnologia, Daniel Hershkovitz, che ha “applaudito in ministro della Giustizia per la sua volontà di fondare il sistema legale israeliano sul diritto ebraico e di dargli un'anima ebraica”.

Un tentativo di smorzare la polemica chiarendo le frasi di Neeman è invece arrivato dal suo ministero. “Il ministro intende chiarire che le sue frasi non contengono un appello a sostituire il diritto dello stato con quello ebraico, né direttamente né indirettamente – si legge in una nota – Parlava in termini generali del ritorno alla gloria del diritto ebraico e della sua importanza nello stato”.

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