‘Tel Aviv alimenta i conflitti religiosi in Egitto’.

Nazareth – Infopal. Un’inchiesta pubblicata sul giornale israeliano “Haaretz” il 6 gennaio conferma il coinvolgimento di Tel Aviv nell’alimentare i conflitti religiosi tra musulmani e cristiani in Egitto. Obiettivo: infangare l'immagine dell'Egitto davanti all'opinione pubblica mondiale, e quella dell'Unione europea in particolare.

Secondo “Haaretz”, Israele utilizza un militante canadese di origine egiziana, Majed Shafi, a capo di un'associazione per la “difesa dei cristiani in Medio Oriente”, per offuscare l'immagine dell'Egitto di fronte all'opinione pubblica mondiale.

Il quotidiano ha pubblicato un'ampia relazione sulla situazione dei copti in Egitto ed un'intervista a Shafi, il quale ha confermato che i copti in Egitto sono “soggetti a persecuzioni da parte delle autorità egiziane”.

Nel resoconto si riporta che Majed Shafi, indicato come “sacerdote”, è stato ricevuto durante la sua recente visita in Israele, a spese del Ministero degli Esteri israeliano, da Avigdor Lieberman, noto per il suo odio verso l'Egitto.

Vi si riferisce che Shafi, durante la sua visita in Israele, ha incontrato un certo numero di funzionari israeliani, tra i quali il presidente del parlamento, il sindaco di Gerusalemme e alti funzionari del ministero degli Esteri.

“Haaretz” ha poi riferito che Shafi non attacca mai Israele e non critica mai le vessazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane contro il popolo palestinese, ma anzi difende le espulsioni forzate praticate dalle forze di occupazione. Il giornale ho posto perciò in evidenza la logica del “due pesi e due misure” che caratterizza l’azione di questo personaggio.

Stessa strategia propagandistica viene usata da Israele per le relazioni tra cristiani e musulmani in Palestina.

E' interessante domandarsi se le agenzie occidentali, cattoliche e protestanti comprese, che prendono per buona la manipolazione dell'informazione israeliana, controllano e verificano le notizie, prima di pubblicarle…

 

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