Tel Aviv respinge gli inviti internazionali e lasciare aperti i valichi di Gaza.

 
Nasera – Infopal. Tel Aviv ha respinto ufficialmente gli inviti di istituzioni internazionali umanitarie e per la tutela dei diritti umani affinché sia sollevato l'assedio imposto alla Striscia di Gaza, entrato ormai nel suo quarto anno. La motivazione è l'esistenza di uno “stato di guerra” tra la Striscia di Gaza e Israele.

Rispondendo alle richieste del G8 e delle Nazioni Unite, il portavoce del ministero degli esteri israeliano, in un comunicato stampa, ha affermato: “I passaggi di frontiera tra Israele e la Striscia di Gaza non sono aperti in modo permanente a causa dello stato di guerra imposto da Hamas a Israele, e a causa della detenzione del soldato Gilad Shalit”.

La “European Campaign to end the siege on Gaza”, che ha sede a Bruxelles, ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, di esercitare pressioni sugli israeliani in modo che revochino “l'ingiusto assedio imposto alla Striscia e diano garanzie per l'apertura permanente dei valichi”.

In un comunicato, Arafat Abu Madi, presidente della European Campaign, ha definito il rifiuto delle autorità israeliane alle richieste internazionali una “ostinazione nel commettere il reato di genocidio di massa contro i palestinesi, punibile dal diritto internazionale”. E ha aggiunto: “Alla luce del cambiamento di posizioni dei paesi occidentali verso l'assedio imposto su Gaza, inutile e contrario alle leggi internazionali, non vi è alcun motivo che queste istituzioni e stati non si muovono per premere su Israele per l'apertura permanente dei valichi e per la fine del blocco che affama un milione e mezzo di palestinesi”.

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