TERRORISTI E CRIMINALI DI GUERRA

Gaza – Infopal. Questa notte, l’esercito di invasione israeliano ha circondato l’ospedale al-Quds di Gaza, sparando a pochi metri di distanza. Alle equipe mediche di soccorso è stato impedito di uscire sia con le ambulanze sia a piedi. Stessa sorte è toccata a Vittorio Arrigoni e gli altri volontari dell’ISM presenti, che sono rimasti intrappolati, insieme a personale sanitario e pazienti, nell’ospedale.

Solo questa mattina sono riusciti a lasciare la struttura e a dirigersi alla sede in una tv iraniana che si trova nelle vicinanze.

Tra ieri sera e oggi all’alba, l’aviazione, la marina e l’artiglieria hanno intensificato i bombardamenti contro la Striscia, provocando 28 morti.

Il bilancio di 16 giorni di mattanza israeliana è di 888 morti e 3650 feriti.

L’aviazione da guerra israeliana ha condotto feroci attacchi contro case e altri edifici civili, in particolare contro la città di Khuza, a est di Khan Younis, nel sud della Striscia.

Bombardamenti si sono abbattuti anche contro le aree centrali, causando decine di feriti, e contro Rafah, al sud.

Gli elicotteri militari e l’artiglieria hanno colpito case e altre strutture civili nella città di Gaza e nel nord della Striscia, causando devastazione, morti e feriti.

Anche il “Palestinian Jarih Institut” (un’istituzione per i feriti) è stato bombardato.

Armi di distruzione di massa. Il dott. Mu’awiyah Hasanen, direttore del servizio di pronto soccorso del ministero della Sanità di Gaza, in un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, ha riferito che i feriti che arrivano in ospedale presentano ustioni, tessuti lacerati o carbonizzati, ossa spezzate, e ha confermato che l’occupazione usa intenzionalmente armi di distruzione con l’obiettivo di creare gravi danni permanenti, oltre all’amputazione degli arti.

E ha aggiunto: “C’è una grande probabilità che le ferite siano causate dall’uso delle bombe al fosforo, ma lo vedremo dopo. Studieremo campioni di tessuti prelevati dai corpi dei feriti e prepareremo un rapporto a livello internazionale sull’uso di armi proibite da parte di Israele”.
Hasanen ha invitato le associazioni internazionali e per i diritti dell’uomo a visitare la Striscia di Gaza e a verificare da vicino le ferite inferte ai palestinesi e a preparare un’indagine che condanni Israele per l’uso di armi proibite a livello internazionale.

Giornalisti nel mirino. Tra le vittime di oggi c’è anche il giornalista Jalal Nashwan (52 anni), ucciso dalle forze di occupazione israeliane penetrate nel nord della Striscia di Gaza.

Testimoni oculari hanno riferito che le forze di occupazione hanno invaso Beit Hanoun e hanno ucciso a sangue freddo il giornalista Nashwan. I soccorritori hanno raccontato che l’uomo è stato colpito in tutto il corpo. Il giornalista lavorava al canale satellitare Falastin.

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