Testimonianza dall’assedio di Nablus di lunedì 28 agosto.

Ennesima aggressione israeliana a Nablus

Oggi, 28/08/2006, alle 2,30 di mattina più di 15 patrols israeliane (speciali macchine militari) hanno circondato un edificio nella città di Nablus (in arawda college street ) sparando verso l’edificio. Al microfono hganno chiesto alle persone all’interno del
palazzo di uscire dai loro appartamenti e li hanno riuniti in uno spazio vicino.Gli
israeliani pensavano ci fossero ricercati all’interno dell’edificio e hanno ricominciato a sparare urlando al microfono di uscire velocemente. Alle sei della mattina gli israeliani hanno cominciato a devastare l’edificio con le mine e i buldozer , all’interno dell’edificio
era rimasto però un uomo con handicap motori agli arti inferiori e non ha potuto scappare
fuori dalla sua abitazione. L’uomo si chiama Moawiya Muna, è rimasto paralizzato durante la prima Intifada, per mano dell’esercito israeliano e attualmente si trova in gravi condizioni perchè non è riuscito ad abbandonare l’edificio in tempo alla richiesta degli israeliani ed è
rimasto all’interno durante la distruzione dell’edificio stesso. L’esercito ha completamente distrutto l’edificio non permettendo a nessuno di rendere niente dalle proprie abitazioni.
Nell’edificio c’erano 20 ppartamenti e vivevano 30 famiglie, la maggior parte
delle quali aveva molti aqmbini e uomin i anziani. Sono state ferite 17 persone, la maggior
parte delle quali in gravi condizioni, ed è stato ucciso Montaser Oki, un giovane di 19 anni proveniente dal campo profughi di Askar. Inoltre, gli israeliani hanno distrutto circa 20 auto parcheggiate sul ciglio della strada ed hanno bloccato il traffico nell’intera
area ed hanno imposto il coprifuoco per tutto il giorno. Alla fine di questa grande
aggressionegli israekliani non hanno trovato nessuno all’interno dell’edificio o nelle vicinanze e si sono ritirati intorno alle 22 del giorno.
Raed D.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.