Totalitarismo e fallimento democratico europeo: in Germania, cittadinanza in cambio di sostegno a Israele

InfoPal. L’Europa in caduta libera etico-morale, umanitaria e a livello di diritto umanitario, oltreché economica e politica, non sa più cosa fare per appoggiare il regime genocida di Tel Aviv. A fianco del supporto economico, militare, politico, mediatico, l’Occidente trova formule sempre più perverse e totalitarie per esprimere la propria sudditanza alla Potenza Egemone anglo-americana-israeliana. Ed ecco qui la trovata “democratica” della Germania, a cui non basta l’aver distrutto la propria economia pur di stare a fianco degli USA nella guerra NATO contro la Russia per interposta Ucraina: ora deve dare prova di essere ancor più realista del Re e mostrare al mondo che l’Occidente e la sua millantata democrazia sono un fake clamoroso. Dunque, le persone che fanno richiesta di naturalizzazione nello Stato tedesco della Sassonia-Anhalt hanno ora l’obbligo di esprimere la loro adesione al diritto all’esistenza di Israele, come ha annunciato il ministro Tamara Zieschang a Magdeburgo.

Orwell docet.

La disposizione, emanata il mese scorso dal ministero degli Interni ai distretti e alle città indipendenti, sottolinea il riconoscimento del diritto all’esistenza di Israele come una questione di importanza nazionale per la Germania, secondo il testo del provvedimento ottenuto dalla German Press Agency.

Il documento afferma che “l’ottenimento della cittadinanza tedesca richiede una promessa a favore del diritto all’esistenza di Israele”.

Inoltre, nell’ambito del processo di naturalizzazione, i richiedenti sono tenuti a fornire una dichiarazione scritta immediatamente prima del completamento della naturalizzazione, in cui affermano di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele e di denunciare qualsiasi tentativo volto a mettere in discussione la sua esistenza.

Quando si prende in considerazione la naturalizzazione, Zieschang ha sottolineato l’importanza di valutare “se esistono indicazioni di atteggiamenti anti-semiti”.

La lettera inviata alle autorità locali chiarisce che la naturalizzazione non è l’opzione adatta per le persone che si impegnano in attività che si oppongono ai principi del libero sistema democratico, compresi i reati di anti-semitismo o il rifiuto del diritto all’esistenza di Israele.

Il provvedimento dà incarico alle autorità locali di definire il linguaggio preciso della dichiarazione. Se i richiedenti rifiutano di sottoscrivere tale dichiarazione, il rilascio del certificato di naturalizzazione è vietato. Il rifiuto della firma deve essere debitamente documentato nel fascicolo e comporta di conseguenza il rifiuto della domanda di naturalizzazione.

La disposizione consiglia alle autorità locali di “specificare” la lingua utilizzata per la dichiarazione, come riporta la German Press Agency. La mancata presentazione di questa dichiarazione da parte dei richiedenti può comportare il rifiuto del certificato di naturalizzazione. Secondo la lettera, tali casi dovrebbero essere debitamente registrati nel fascicolo, con conseguente rifiuto della domanda di naturalizzazione.

Governo versus popolazione.

La decisione arriva dopo che il mese scorso un nuovo sondaggio ha rivelato che la posizione del governo tedesco a favore di Israele sulla guerra di Gaza non è sostenuta dall’opinione pubblica.

Il sondaggio dell’istituto Allensbach ha rilevato che la maggioranza dei tedeschi è contraria a schierarsi nel conflitto israelo-palestinese e si oppone fermamente alla fornitura del sostegno militare a Israele.

Circa il 43% degli intervistati ha affermato che la Germania dovrebbe rimanere fuori dal conflitto e solo il 34% ha dichiarato di essere d’accordo con l’idea che la Germania abbia una responsabilità particolare nei confronti di Israele a causa del suo passato nazista.

Sono numerose e affollate le manifestazioni popolari pro-Palestina nelle città tedesche, da quando, il 7 ottobre scorso, Israele, con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Europa, sta conducendo una guerra devastante contro la Striscia di Gaza, causando pesante distruzione e decine di migliaia di vittime civili, la maggior parte delle quali bambini, oltre a una catastrofe umanitaria senza precedenti, secondo fonti ufficiali palestinesi e delle Nazioni Unite. (Fonte: MEMO).

(Foto: la ministra Tamara Zieschang [X]).