Tre bambini rapiti da guardie di frontiera israeliane sulla frontiera con l’Egitto

Rafah – Paltoday. Fonti d'informazioni delle comunità beduine hanno denunciato la scomparsa di tre bambini sostenendo che i piccoli sono stati rapiti delle guardie di frontiera israeliane.

Come gli altri bambini beduini, anche i tre scomparsi vendevano sigarette ai soldati israeliani di stanza sulla frontiera con l'Egitto.

E' un bel giro d'affari per i piccoli, soprattutto perché in Israele il prezzo delle sigarette è molto più alto che in Egitto.

La stessa fonte oggi riporta che i tre bambini si erano allontanati per vendere sigarette ai soldati israeliani e che non fanno ritorno da diversi giorni.

Due sono del clan as-Sawarakah e uno dei at-Taraben. Contestualmente, è emersa la notizia della detenzione, disposta dalla corte israeliana, di tre bambini d'età inferiore di 14 anni nella prigione israeliana di Bi'r is-Saba' (Beersheva).

“Il tribunale ha deciso che resteranno in carcere ancora per alcuni giorni con l'accusa di aver oltrepassato il confine”. Questo dettaglio è stato riferito dall'avvocato 'Abdel Hadi nel comunicare il rifiuto del tribunale di rilasciarli.

Yasser, padre del bambino scomparso dei at-Taraben, chiede l'intervento del consiglio militare egiziano e aggiunge: “I bambini vendono sigarette al confine, è impossibile tenerli a bada e il loro non è contrabbando”.

I bambini sono stati rapiti sul confine, all'altezza del settore centrale della penisola del Sinai, tra il valico di Rafah e quello di Kerem Abu Salem.

Quella che applica lo Stato di Israele in circostanze di questo tipo è una legge risalente al 1954, sulle “infiltrazioni da uno Stato nemico”.

Israele continua ad applicarla nonostante, nel 1978, abbia firmato una accordo di pace con l'Egitto. Da allora, a differenza dell'Egitto, Israele non ha mai modificato la legge in questione.

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