Tre estremisti israeliani nella moschea di al-Aqsa?

Gerusalemme. Tre membri della Knesset, appartenenti al partito estremista dell'Unione nazionale, hanno rivelato la loro intenzione di entrare oggi nei cortili della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme.

Uri Ariel, Michael Ben-Ari e Arieh Eldad hanno dichiarato di voler protestare in questo modo contro la cancellazione delle “festività nei cortili e intorno ai cancelli del complesso”.

I tre si sono inoltre rifiutati di chiedere alla polizia di concedere loro i permessi per l'accesso alla moschea, poiché se li sono già visti negare in precedenza.

Secondo le parole di Ariel, Ben-Ari e Eldad, Gerusalemme est è parte della “capitale d'Israele” e sarà sempre parte anche dello “stato ebraico”.

Le loro affermazioni sono giunte un giorno dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso la continuazione dell'espansione coloniale a Gerusalemme est, che anche lui a sua volta ha definito “l'eterna capitale d'Israele”.

Netanyahu ha specificato che Gerusalemme non è una colonia, che il “popolo ebraico avviò la costruzione della città più di 3000 anni fa, e lo stesso popolo ebraico la sta costruendo oggi. (…) Tutti sanno che Gerusalemme è la nostra capitale”.

Da parte loro, gli Stati Uniti sostengono che la costruzione degli insediamenti ebraici nella Città Santa minaccia gli sforzi per riavviare il processo di pace in Medio Oriente.

Gerusalemme est fa parte dei territori palestinesi che Israele annetté illegalmente nel 1967. I palestinesi la reclamano come capitale del loro futuro stato. Il controllo israeliano sulla città è quindi illegale, e viola la legge internazionale.

 

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