Tre feriti durante la manifestazione settimanale di Bil’in contro il ‘muro dell’apartheid’

Ramallah – Infopal. Tre cittadini palestinesi sono stati feriti dalle pallottole di acciaio ricoperto di gomma sparate dall’esercito israeliano, mentre altre decine sono state colpite da soffocamento e nausea causati dai gas lacrimogeni, durante l’attacco delle forze d’occupazione contro la manifestazione settimanale a Bil‘in.

Testimoni oculari hanno riferito che una grande manifestazione pacifica, contro il colonialismo e la costruzione del muro per l’ampliamento delle terre coloniali, si era avviata venerdì dopo la preghiera nella cittadina di Bil‘in, a ovest di Ramallah. Alla manifestazione hanno partecipato gli abitanti del luogo, un gruppo di sostenitori internazionali e il‘Movimento contro il muro e le colonie israeliane’.

I manifestanti hanno innalzato bandiere palestinesi e striscioni contro la politica dell’occupazione, ivi compresa la costruzione del muro e delle colonie, oltre a scritte di condanna contro la demolizione delle case palestinesi a Gerusalemme. Girando per le vie della cittadina, hanno gridato slogan a favore dell’unità nazionale palestinese e contro la politica di ebraicizzaione; hanno inoltre invitato la comunità internazionale a non usare due pesi e due misure, chiedendo di processare i criminali di guerra israeliani.

I testimoni oculari hanno riferito che i soldati dell’occupazione, schierati dietro il muro, hanno sparato pallottole di acciaio ricoperte di gomma e lanciato bombe al suono e gas lacrimogeni contro i manifestanti, ferendone tre: Omar Saleh Ayyub, Ibrahim Abdelfattah Birnat e Adib Ahmad Abu Rahma. Decine di altri manifestanti hanno avuto un principio di soffocamento dovuto ai lacrimogeni.

Su un altro fronte, un gruppo di coloni israeliani della colonia Mitatiyahu Est, insediata nel territorio di Bil‘in, ha bruciato la casa costruita tre anni fa dal Comitato popolare contro il muro. I coloni avrebbero preso d’assalto la casa e l’avrebbero bruciata completamente. L’edificio era usato dal Comitato come centro per diverse attività: sociali, culturali e sportive, per incoraggiare i contadini a rimanere nei loro campi e coltivarli e per mantenere aperto il cancello del muro tutto il giorno.

 

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