Tre testi fondamentali sulla Palestina.

Riceviamo da ISM-Italia e pubblichiamo

 

1. “La pulizia etnica della Palestina” di Ilan Pappe, Fazi Editore 2008 (all. 1).

2. “Il nuovo filosemitismo europeo e il ‘campo della pace’ in Israele” di Yitzhak Laor, Le Nuove Muse 2008  (all. 2) 

3. Politica  (Poesie scelte 1997 – 2008) di Aharon Shabtai, Multimedia Edizioni 2008 (all.3) 

Perché questi tre libri sono da promuovere, diffondere e presentare.

Il saggio di Ilan Pappe stabilisce un nuovo paradigma di interpretazione del conflitto israelo-palestinese. “Se questo è stato”, le implicazioni di natura morale e politica sono enormi, perché definire pulizia etnica quello che Israele fece nel ’48 significa accusare lo Stato d’Israele di un crimine contro l’umanità. Per questo, secondo Pappe, il processo di pace si potrà avviare solo dopo che gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno ammesso questo “peccato originale”. E la consapevolezza che “questo è stato” implica la messa in discussione della stessa risoluzione 181 di partizione del 29 novembre 1947, un passo necessario verso uno stato laico e democratico nella Palestina storica. 

Il saggio di Yitzhak Laor esamina le motivazioni del nuovo filosemitismo europeo, in particolare di quello della sinistra europea. Costringe tutti/e a guardarsi in uno specchio.  Spiega perché, come è avvenuto ad esempio contro la campagna di boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, dal presidente della repubblica all’allora presidente della camera, passando per gli Allam (il Magdi e il Khaled Fouad) tutti si sono uniti al coro filoisraeliano. E’ una prima risposta alla domanda di Ilan Pappe: “perché l’Europa e il mondo occidentale permettono a Israele di fare quello che fa?”

Le poesie di Aharon Shabtai confermano come il linguaggio dell’arte riesca meglio di ogni altro a raggiungere la dimensione della verità e a indurna la condivisione.

Sono un contributo assai significativo allo svelamento della fabbrica del falso israeliana.

Proposte operative

1. Promuovere l’acquisto da parte delle biblioteche

E’ ovviamente un impegno importante per la funzione che hanno le biblioteche.

Abbiamo fatto una prima verifica dal terminale di una biblioteca di Torino dalla quale risulta che il saggio di Ilan Pappe è presente in sole 5 biblioteche piemontesi (quelle civiche di Cuneo, Mondovì e Casale e le biblioteche della Comunità ebraica di Torino e della Comunità monastica di Bose).

Abbiamo poi provato con il sito http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/base.jsp dell’istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e il risultato è in allegato 4.

Il saggio di Ilan Pappe è presente solo in 28 biblioteche italiane.

Se si vuole conoscere la presenza del libro nelle biblioteche della propria regione basta usare un motore di ricerca (google, yahoo o altri) chiedendo di cercare, ad esempio, “biblioteche piemontesi” per trovare il sito del sistema bibliotecario regionale.

Si invita tutti/e ad andare presso la biblioteca o presso le biblioteche della propria città per richiedere l’acquisto dei tre libri. Più richieste arrivano e più probabilità ci saranno che la biblioteca acquisti il libro.

Vi preghiamo di segnalare di aver fatto la richiesta indicando il nome della biblioteca e della città con una email a info@ism-italia.it.

I libri di Shabtai e di Laor non sono presenti, salvo errore, in nessuna biblioteca italiana al 12 ottobre 2008. 

2. Presentazione del saggio di Ilan Pappe “La pulizia etnica della Palestina”

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, siamo a disposizione, come ISM-Italia, per organizzare presentazioni su richiesta di associazioni, università, etc.

La presentazione può essere strutturata nel modo seguente:

  • Proiezione della registrazione video della presentazione fatta da Ilan Pappe a Londra nell’ottobre del 2006 con trascrizione audio in italiano

  • Presentazione del saggio a cura di un relatore indicato da ISM-Italia e/o dall’ente organizzatore

Il saggio è stato già presentato a Torino, Varese e Milano. Il 22 ottobre sarà presentato a Parma (all. 5), il 20 novembre a Pisa e l’11 dicembre di nuovo a Torino.

La traduzione in italiano è stata curata da Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, in collaborazione con Gabriella Bernieri, Marilla Boffito, Elena Campari, Diana Carminati, Ada Cinato, Alida Di Marzio, Carmela Ieroianni, Vincenzo Tradardi e Gigi Viglino.

E’ disponibile uno schema di presentazione in powerpoint.

Sarebbe utile fare  le presentazioni il più possibile nel mese di novembre anche in preparazione della manifestazione del 29 novembre a Roma e nel mese di dicembre cercando di approfittare, malgrado le tempeste economiche, della maggior propensione a spendere in libri in questo periodo.

Per organizzare una presentazione scrivere a info@ism-italia.com.

Vedi anche il report della riunione di Forumpalestina del 4 ottobre 2008:

http://www.forumpalestina.org/news/2008/Ottobre08/05-10-08ReportRiunione4Ottobre.htm. 

3. Manifestazione conclusiva a Roma il 24 gennaio con Ilan Pappe

Il 24 gennaio Ilan Pappe sarà a Roma per una conferenza-seminario (il programma è ancora da definire) alla quale proponiamo di dare un rilievo nazionale, come un primo  momento di riflessione sulle implicazioni di tipo politico del saggio se concordiamo con l’affermazione che  “il processo di pace si potrà avviare solo dopo che gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno ammesso il ”.

4. Acquisto dei libri

Se si partecipa ad una presentazione i tre libri saranno in vendita ai prezzi indicati nelle schede.

Altrimenti rivolgersi alle librerie, verificarne la presenza e eventualmente ordinarli.

Per Ilan Pappe e Yitzhak Laor non è possibile l’acquisto via internet a partire dai siti delle case editrici, www.fazieditore.it e www.lenuovemuse.it.

Politica di Aharon Shabtai può essere acquistato dal sito http://www.casadellapoesia.org/estore-elenco.php?cat=Libri al prezzo di copertina senza oneri di spedizione (metodi di pagamento bonifico, carta di credito, paypal).

ISM-Italia

Torino 12 ottobre 2008

 

Ilan Pappe La pulizia etnica della Palestina  

all.1

La verità storica sconvolgente della nascita dello Stato di Israele,                         prezzo 16 euro (prezzo di copertina 19 euro)

 a cura di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi

Per le recensioni andare a http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1098

 

Nel 1948 nacque lo Stato d’Israele. Ma nel 1948 ebbe luogo anche la Nakba (‘catastrofe’), ovvero la cacciata di circa 750.000 palestinesi dalla loro terra. La vulgata israeliana ha sempre narrato che in quell’anno, allo scadere del Mandato britannico in Palestina, le Nazioni Unite avevano proposto di dividere la regione in due Stati: il movimento sionista era d’accordo, ma il mondo arabo si oppose; per questo, entrò in guerra con Israele e convince i palestinesi ad abbandonare i territori – nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere – pur di facilitare l’ingresso delle truppe arabe. La tragedia dei rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe direttamente imputabile a Israele. Ilan Pappe, ricercatore appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1988) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel ’48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: già negli anni Trenta, la leadership del futuro Stato d’Israele (in particolare sotto la direzione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina. Ciò comporta, secondo l’autore, enormi implicazioni di natura morale e politica, perché definire pulizia etnica quello che Israele fece nel ’48 significa accusare lo Stato d’Israele di un crimine. E nel linguaggio giuridico internazionale, la pulizia etnica è un crimine contro l’umanità. Per questo, secondo Pappe, il processo di pace si potrà avviare solo dopo che gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno ammesso questo “peccato originale”.

Indice

Prefazione

  1. Una “presunta” pulizia etnica
  2. Gli sforzi per uno Stato esclusivamente ebraico
  3. Spartizione e distruzione: la Risoluzione 181 e il suo impatto
  4. Portare a termine un  master plan
  5. Il programma per la pulizia etnica: il Piano Dalet
  6. La finta guerra e la vera guerra in Palestina
  7. L’escalation delle operazioni di pulizia: giugno – settembre 1948
  8. Completamento dell’operazione: ottobre 1948 – gennaio 1949
  9. Il brutto volto dell’occupazione
  10. Il memoricidio della Nakba
  11. La negazione della Nakba e il “processo di pace”
  12. La fortezza Israele

Epilogo

 YITZHAK LAOR all. 2

IL NUOVO FILOSEMITISMO EUROPEO E IL "CAMPO DELLA PACE" IN ISRAELE

Le Nuove Muse 2008, prezzo 16 euro (prezzo di copertina 18 euro)

Tra gli scritti recenti di Yitzhak Laor, Reflection on the Study of History è un

saggio satirico dove si raccomanda che i generali responsabili della prima guerra in Libano non possano più partecipare ad altre azioni militari; il testo è stato scritto nel 2006, quattro mesi prima dell’ultima, devastante guerra di Israele in Libano. Il Nuovo Filosemitismo Europeo è il suo ultimo saggio, uscito nell’autunno del 2007. In esso, l’Autore denuncia la politica militare e oppressiva di Israele verso i Palestinesi, la strumentalizzazione propagandistica della stessa Shoah in funzione antiislamica e antiaraba, per contrastare l’immigrazione in Europa, in accordo con i progetti imperialisti degli USA e gli interessi neocolonialisti dei paesi occidentali. Un processo di mistificazione sostiene la violenza nei territori occupati, l’apartheid in Israele nei confronti dei cittadini arabi, le discriminazioni interne a Israele contro la "minoranza" sefardita, che pure rappresenta il 60 % della popolazione!

La responsabilità della propaganda ipocrita e bellicosa ricade anche su intellettuali israeliani che si presentano come "pacifisti", i "laburisti di servizio", tra i quali David Grossman, Amos Oz, Abraham B. Yeoshuah.

 

Quegli scrittori, laici e laburisti, travestiti da uomini di pace, che in Israele si proclamano "campo della pace", sono soprattutto preoccupati, tanto laggiù quanto in Occidente, di essere considerati parte viva dell’intelligentia oc­cidentale. Con quell’obiettivo, assumono il ruolo di esorcizzare, per conto dell’opinione pubblica europea, l’odio e la paura per l’Islam e per gli Arabi e il compito riconosciuto di garantire in Medio Oriente un baluardo in difesa della civiltà occidentale che in cambio accoglie anche, con convenzionale e unanime favore, i modi ipocriti della propaganda diffusa da tutte le loro opere.

Yitzhak Laor

Yitzhak Laor è nato nel 1948 a Padres Hannah, in Palestina, un anno prima che diventasse territorio israeliano. Si è laureato all’Università di Tel Aviv in Letteratura e Teatro. Lavora e scrive a TeI Aviv, come poeta, drammaturgo, romanziere. È editorialista e critico letterario del prestigioso quotidiano Haaretz. Ha pubblicato una dozzina di volumi di poesia, romanzi, commedie e novelle; alcuni saggi. Il suo lavoro è tradotto in più di dieci lingue, tra cui l’arabo. Nel 1972 ha scontato sei mesi di detenzione, per diserzione dalle armi (refusing), durante le azioni di occupazione militare. Negli anni ’80, ha scritto una poesia che condannava la guerra dell’esercito israeliano in Libano, che ebbe risonanza internazionale. Nel 1985 la censura israeliana impedì la diffusione del suo lavoro Ephraim Goes Back to the Army. Laor portò il caso alla Corte Suprema dello Stato d’Israele, che dispose all’istituto Film and Play Censorship Board la cancellazione del provvedimento. Nel 1990 il primo ministro Yitzhar Shamir ha rifiutato di firmare il Prime Minister’s Prize of Poetry, che gli era stato attribuito.


Aharon Shabtai all. 3

Politica  (Poesie scelte 1997 – 2008)

Multimedia Edizioni 2008, via del Convento, 73 – 84081 Baronissi (SA)

 Il volume è parte dei progetti di Casa della poesia ed è realizzato in collaborazione con ISM-Italia (International Solidarity Movement – Italia)     prezzo 13 euro

Aharon Shabtai, nato nel 1939, è uno dei maggiori poeti israeliani contemporanei Ha studiato Greco e Filosofia alla Hebrew University, alla Sorbona e a Cambridge. Insegna letteratura ebraica all’Università di Tel Aviv. Molte sue poesie politiche sono state pubblicate nel supplemento letterario settimanale del quotidiano israeliano Ha’aretz e hanno provocato lettere di sdegno all’editore e minacce di cancellare abbonamenti.

Espressioni come: “Voi leggete l’Haggadah /come maiali/ (…) Uscite fuori a guardare:/gli schiavi si stanno sollevando”, hanno creato a Shabtai seri problemi in patria.

La responsabilità principale di un poeta, secondo Shabtai, è — almeno a livello letterario — freschezza, attenzione e sorpresa. E quando le cose precipitano, lo scrittore responsabile non può non applicare questi valori al meno piacevole e forse il più scivoloso dei soggetti letterari — la politica e gli affari pubblici.

“Nei tempi oscuri è possibile ancora cantare?” si domandava Bertolt Brecht. “Sì,” si rispondeva “bisognerà cantare dei tempi oscuri”.

Prefazione di Egi Volterrani

Questa raccolta di poesie di Aharon Shabtai esce in un momento per molti aspetti particolare, che può pregiudicarne una fruizione attenta a tutte le articolazioni del discorso poetico e alla ricerca formale, spesso innovativa e disinvolta che l’Autore porta avanti con determinazione, pur affrontando spesso temi di impegno civile che facilmente possono spostare l’attenzione e la sensibilità del lettore nel campo dell’emozione e della drammaticità del messaggio comunicato.

La pesante, difficile particolarità congiunturale, determinata sia dall’iniziativa politica e sia dal comportamento internazionale dello stato di Israele – l’ambito sociale dove si sviluppa quotidianamente l’attività del poeta – si complica in questi giorni per le polemiche suscitate in Francia e in Italia dall’invito allo stato di Israele come ospite d’onore delle fiere internazionali del libro di Parigi1 e di Torino. L’invito è stato sollecitato dalla diplomazia israeliana, e conseguentemente formulato dagli interlocutori europei, in occasione del sessantesimo anno dalla fondazione dello Stato Ebraico. L’iniziativa si qualifica immediatamente come “di parte”, sia rispetto alla situazione conflittuale che si registra in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, e sia rispetto alla disputa politica interna alla società israeliana, dove l’opposizione alla linea aggressiva e oppressiva del governo attuale è da quello stesso governo duramente conculcata, per non dire perseguitata.

In questa situazione, le composizioni di Aharon Shabtai potranno incontrare polemiche e provocare fraintendimenti che non gioveranno, forse, a una lettura critica intesa soprattutto a cogliere la caratterizzazione molto originale della scrittura di uno dei più interessanti poeti contemporanei di ispirazione “civile”. La struttura stessa della compilazione, che mette insieme versi di raccolte recenti, è organizzata in modo attentamente significativo.

Dopo alcuni componimenti che documentano un sottofondo generale, un ambiente ostile e coercitivo (Aeroporto Ben Gurion, Sharon, Il muro…), si liberano a sorpresa brevi, lineari ed eleganti invocazioni, le preghiere che auspicano la sconfitta dell’esercito di Israele impegnato nella recente guerra del Libano. Inaspettatamente, queste preghiere si organizzano in un canto. “È possibile cantare in tempi oscuri? – Si domandava Bertolt Brecht – Si può cantare l’oscurità dei tempi”.

Poi, il canto di Aharon Shabtai si sviluppa su altri temi, dell’attualità o della memoria, con la stessa linearità, traendo ispirazione – con incredibile immediatezza, verrebbe da dire “freschezza” – da frammenti di una realtà quotidiana, intima ed evocativa, che si definiscono dettagliatamente emergendo dal marasma di un paesaggio di guerra, sconvolto dalla violenza o reso impenetrabile dalla devastazione – e magari congelato da un implicito giudizio morale, determinato soltanto con la scelta icastica di parole che non giudicano, dicono. La parola del poeta comunica al lettore le sensazioni della sua attenta partecipazione a una realtà difficile, a volte colta soltanto attraverso la struggente incongruità di particolari sorprendenti.

Allegato 4

Elenco delle biblioteche italiane che hanno in dotazione  il saggio di Ilan Pappe “La pulizia etnica della Palestina” al 12 ottobre 2008

AL0114 TO049 Biblioteca civica Giovanni Canna – Casale Monferrato – AL

  1. [P] PZ0133 BASPZ Biblioteca nazionale di Potenza – Potenza – PZ
  2. BG0366 LO104 Sistema bibliotecario urbano di Bergamo – Bergamo – BG
  3. BI0043 TO0G6 Biblioteca della Comunita’ monastica di Bose – Magnano – BI
  4. [P] BO0098 UBOBU Biblioteca universitaria di Bologna – Bologna – BO
  5. BO0285 UBOAI Biblioteca del Centro studi e informazioni Amilcar Cabral – Bologna – BO
  6. BO0563 UBOSB Biblioteca Sala Borsa – Bologna – BO
  7. [P] CA0010 CAGSS Biblioteca comunale di studi sardi – Cagliari – CA
  8. [P] CA0167 CAGFP Biblioteca centrale della Facolta’ di scienze politiche dell’Universita’ di Cagliari
  9. [P] CB0007 MO1BP Biblioteca provinciale Pasquale Albino – Campobasso – CB
  10. CN0037 TO050 Biblioteca civica – Cuneo – CN
  11. [P] CN0065 TO055 Biblioteca civica – Mondovi’ – CN
  12. LC0035 LO131 Biblioteca comunale Uberto Pozzoli – Lecco – LC
  13. [P] MI0185 MILNB Biblioteca nazionale Braidense – Milano – MI
  14. MI0270 LO105 Biblioteca-Archivio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – Milano – MI
  15. MI1155 LO123 Sistema bibliotecario urbano – Milano – MI
  16. MO0120 MODSA Biblioteca comunale – Sassuolo – MO
  17. MO0127 MODVG Biblioteca comunale Francesco Selmi – Vignola – MO
  18. [P] NA0079 NAPBN Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III – Napoli – NA
  19. PR0198 PARUB Biblioteca Umberto Balestrazzi – Parma – PR
  20. [P] RA0030 RAVOR Biblioteca di storia contemporanea – Ravenna – RA
  21. RM0255 IEI02 Biblioteca di storia moderna e contemporanea – Roma – RM
  22. [P] RM0280 RML01 Biblioteca universitaria Alessandrina – Roma – RM
  23. RM0617 RMBB1 Biblioteca comunale Villa Leopardi – Roma – RM
  24. TO0306 TO067 Biblioteca Emanuele Artom della Comunita’ ebraica – Torino – TO
  25. [P] TR0032 UM109 Biblioteca comunale – Terni – TR
  26. VA0116 LO103 Biblioteca civica – Varese – VA
  27. VT0051 RMSO9 Biblioteca comunale Dante Alighieri – Tarquinia – VT


 

1948-2008

60 ANNI DI PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.