‘Uccidi il compagno se rischia la cattura’. Ritorna tra i militari israeliani il ‘Protocollo di Annibale’

An-Nasira (Nazareth) – Pal-Info. I vertici dell'esercito israeliano sembrano aver tratto una lezione dall'accordo di scambio raggiunto con Hamas dal momento che intendono ripristinare “il Protocollo di Annibale” con il quale obbligare i soldati a sventare la cattura dei colleghi, anche a costo di aprire il fuoco e ucciderli.

Il quotidiano israeliano “Yediot Aharonot” svela che Benny Gantz, Capo di Stato Maggiore, avrebbe dato l'ordine di impartire ai comandanti delle unità militari una serie di provvedimenti di carattere preventivo per impedire la cattura dei soldati, anche correndo il rischio di perdere il soldato che rischia la cattura.

Il 'Protocollo di Annibale” esisteva in modo ufficioso nell'esercito israeliano, per entrare in vigore ufficialmente negli anni ottanta. Il codice dispone l'obbligo per i soldati di sparare contro i veicoli sui quali si trovano i rapitori del soldato catturato, anche a costo di uccidere quest'ultimo. Il principio del protocollo è: “meglio un soldato morto che un soldato prigioniero il quale potrà essere utilizzato come 'moneta di scambio' per la liberazione di detenuti palestinesi”.

Il ripristino de “il Protocollo di Annibale” arriva dopo l'annunciata intenzione di Hamas di catturare altri soldati israeliani come mezzo di trattativa per il rilascio di detenuti palestinesi.

Secondo Yediot Aharonot “l'esercito israeliano prende sul serio queste minacce”, e infatti, la prossima settimana, si terrà un forum di dicussione che coinvolgerà ufficiali dell'esercito dal grado di comandante in su, per discutere il ripristino del protocollo.

Sul quotidiano si specifica “fino ad oggi, ciascun ufficiale israeliano dettava ai propri sottoposti le modalità con cui attuare il protocollo”. Un esempio fu quello del comandante del battaglione “Golani” il quale, alla vigilia della guerra contro Gaza, nel 2008 (operazione Piombo Fuso), ordinò ai suoi soldati di farsi esplodere con una granata se avessero rischiato la cattura.

L'ex comandante della Brigata “Nahal”, il Col. Motti Baruch aveva ordinato ai suoi soldati di impedire la cattura con qualsiasi mezzo, anche aprendo il fuoco contro il veicolo dei rapitori uccidendoli insieme al soldato catturato.

Non tutti gli ufficiali israeliani però sono a sostegno di questo protocollo. Una parte sostiene la sacralità della vita dei soldati, di conseguenza ignorano quanto si dispone nel protocollo e rilasciano una maggiore libertà di giudizio ai propri sottoposti.

Durante le discussioni della settimana prossima, Gantz dovrà adottare una strategia chiara e univoca riguardo al protocollo poiché ogni decisione susciterà una reazione popolare. Fonti dell'esercito spiegano: “il Protocollo di Annibale non cambierà, ma ne verranno spiegati gli aspetti”.

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