Ucciso un giovane cristiano di Gaza. Haniyah condanna l'assassinio e ordina indagini.

Oggi, a Gaza, nel quartiere di Az-Zaytun, è stato scoperto il cadavere di un giovane cristiano evangelico, padre di due figli (e un terzo in arrivo): Rami Ayyad, 30 anni.

Si tratta del titolare dell’Associazione la Sacra Bibbia, che nei mesi passati aveva ricevuto numerose minacce di morte, e che mancava da casa da sabato.

La sua associazione era stata assaltata un paio di mesi fa.

Il premier del governo della Striscia di Gaza ha condannato l’omicidio e ha promesso ai familiari della giovane vittima di portare i colpevoli davanti alla giustizia.

Da parte sua, Hamas ha diramato un comunicato stampa in cui dichiara: "Le relazioni islamo-cristiane in Palestina sono più forti di questo crimine commesso da un gruppo di delinquenti. Il popolo palestinese, musulmani e cristiani, appartengono a questa terra e sono uniti nel difenderla".

Il movimente ha lanciato un appello alla popolazione di Gaza affinché stia "in guardia, perché ci sono  quelli che intendono creare caos, anarchia e insicurezza nelle strade palestinesi,  che sono funzionali soltanto all’occupazione sionista".

Hamas ha anche chiesto alla polizia palestinesi di avviare immediate indagini sull’omicidio.

A chi giova, dunque, uccidere i cristiani e seminare discordia tra la popolazione di Gaza?

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