Ucciso volontario italiano a Gerusalemme.

Posto che la tragica situazione in Palestina può alterare l’equilibrio psichico di chiunque, e che esistano folli armati di coltello, a chi può giovare strategicamente il seminar il panico tra i volontari umanitari che operano in mezzo ai palestinesi?
Chi può aver motivo di costringere gli operatori internazionali ad andare via dai Territori?
Inoltre, normalmente la censura israeliana non permette la diffusione di molte immagini, ma se si va nel sito di Repubblica, se ne vedranno molte anche del lavoro sul campo del volontario. Come mai tanta liberalità?

Da www.repubblica.it del 10 agosto.
Raggiunto alle spalle e alla nuca: passeggiava nella Città Vecchia
Il giovane stava partecipando a un campo di lavoro
La polizia israeliana ha arrestato tre persone. "Forse è terrorismo"

 

GERUSALEMME – Stava passeggiando lungo le mura della Città Vecchia di Gerusalemme in compagnia di quattro donne, quando un uomo lo ha raggiunto alla schiena, lo ha ucciso con tre coltellate e poi è scappato. E’ morto così, in mezzo alla strada, Angelo Frammartino, un 24enne volontario italiano residente a Monterotondo, in provincia di Roma. Appena una decina di giorni fa era partito come volontario per partecipare a un campo di lavoro organizzato dalla Cgil e dall’Arci a Gerusalemme. Nei prossimi giorni sarebbe dovuto rientrare in Italia.

La notizia dell’uccisione è stata data da Shmulik Ben Rubi, un portavoce della polizia israeliana che ha definito l’atto "un attacco terroristico". Il consolato italiano a Gerusalemme si è subito attivato. La famiglia, informata mentre si trovava in vacanza in Sicilia, si è chiusa nell’enorme dolore senza voler rilasciare dichiarazioni.

Secondo la fonte israeliana il ragazzo è stato colpito tre volte, due alla schiena e una alla nuca, mentre percorreva la strada intitolata al Sultano Solimano, vicino alla Porta dei Fiori, da uno sconosciuto che è riuscito a fuggire. A nulla è servito l’intervento dei soccorritori del Magen David Adom (la Croce Rossa israeliana): l’infermiere che gli ha prestato i primi soccorsi, Ahron Oppenheimer, ha riferito che il giovane è morto per la gravità delle ferite riportate. Secondo le forze dell’ordine israeliane, l’attentatore "è un giovane palestinese".

La polizia israeliana ha arrestato tre persone che potrebbero essere coinvolte nell’assassinio. Ulteriori informazioni si potrebbero avere dall’esame del nastro della telecamera di sicurezza esterna di una pasticceria della città Vecchia che forse ha ripreso la scena dell’accoltellamento.


Angelo, come ha confermato il responsabile del gruppo di volontari Sergio Bassoli, si trovava in Israele per partecipare al progetto di pace e sviluppo in Palestina presso l’associazione "Torre del Fenicottero", in arabo Burj Al Luq Luq, impegnata da anni nella promozione dei diritti sociali dell’infanzia e dei giovani. Il gruppo di italiani stava realizzando campi estivi per i ragazzi palestinesi, fra 6 e 14 anni, occupandosi di recupero scolastico, ritardo nell’apprendimento e anche di acquistare libri e giochi. La sede del campo si trova nella città Vecchia in un quartiere arabo a Gerusalemme est, dove vivono molte minoranze etiche e famiglie povere: ora la polizia ha istituito diversi posti di blocco in tutta l’area.

L’aggressione segue di appena tre settimane l’accoltellamento di uno studente di una Yeshiva (la scuola ebraica) che rimase ferito in modo lieve. L’aggressore, catturato poco dopo, aveva detto di essere stato spinto ad agire dall’intervento israeliano in Libano.

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