Ufficio di Netanyahu: ‘Congelamento parziale? No, solo un ritorno ai negoziati senza precondizioni’

Al-Quds (Gerusalemme), Agenzie, InfoPal. Il quotidiano israeliano “Haaretz” aveva riportato ieri la notizia secondo la quale “il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe pronto ad avviare un congelamento parziale delle attività coloniali in Cisgiordania qualora l'Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp) dovesse accettare un ritorno ai negoziati diretti”.

Fonti dell'Olp hanno subito fatto sapere “di non aver ricevuto alcuna proposta diretta, e quindi, di non essere a conoscenza di simile eventualità”.

“Tuttavia, se esistesse realmente quest'intenzione da parte israeliana, non accetteremo nessuna offerta che non includa un congelamento totale delle attività coloniali su terra palestinese”.

Sempre secondo fonti d'informazione israeliane, la proposta di Netanyahu sarebbe stata espressa mercoledì scorso durante l'incontro con il ministro degli Esteri colombiano, Maria Angela Holguin, il giorno dopo aver incontrato il presidente dell'Autorità palestinese (Anp), Mahmoud 'Abbas a Ramallah.
In quest'occasione, 'Abbas avrebbe manifestato il desiderio di ricevere da parte israeliana un gesto proprio sulla questione delle colonie, contro un ritorno palestinese ai negoziati.

Oggi, invece, giunge la smentita dall'ufficio del premier Netanyahu: “il Premier non ha fatto alcuna offerta e non è cambiata la posizione israeliana: la ripresa immediata dei colloqui diretti con i palestinesi sarà accolta senza alcuna precondizione'”. Questi dettagli sono stati diffusi sulla radio israeliana.

Nonostante la smentita, il movimento pacifista israreliano “Peace Now” ha avvertito: “Attenzione, Netanyahu è abile nell'ingannare la comunità internazionale. Se pure fosse genuina la sua intenzione di un congelamento parziale delle attività coloniali, con riferimento esclusivamente agli insediamenti, nella costruzione dei quali sono coinvolte soltanto società statali, sarebbe comunque un gesto debole, perché queste sono presenti per il 16%. Nessuna generosa offerta quindi”.

E infatti, un recente studio palestinese aveva dimostrato che “nei lavori edilizi degli insediamenti illegali israeliani in Palestina, sono presenti per l'80% società e aziende private”.

Agenzie:

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=431258

http://www.haaretz.com/print-edition/news/netanyahu-agrees-to-partially-freeze-west-bank-construction-in-bid-to-resume-talks-1.391159

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