Un altro giornalista palestinese usato come scudo umano. Rapporto sulle violazioni della 'libertà di stampa'

Ramallah – Infopal. In occasione delle frequenti manifestazioni pacifiche contro il muro di annessione, i soldati di Israele fanno correntemente uso dei giornalisti palestinesi come scudi umani.

Nel mese di giugno 2010, si è registrato un altro caso del genere, nel nord della Cisgiordania occupata.

Il rapporto pubblicato dal Centro palestinese per lo sviluppo e la libertà d'informazione parla di una preoccupante escalation di violazioni dei diritti umani.

Ultimo, il caso del cameraman palestinese Fadi Jayyousi, il quale, mentre dava copertura alla manifestazione settimanale presso il villaggio palestinese di Bil'in, è stato preso e fatto scudo umano dai soldati israeliani.

Nel rapporto, reso noto ieri, 7 luglio, si raccontano i casi di pestaggi a cui puntualmente vengono sottoposti giornalisti, fotografi e cameraman arabi ed internazionali. 

Gran parte di questi episodi si registrano ogni volta che si cerca di fornire copertura informativa alle attività coloniali israeliane e alle aggressioni degli stessi coloni di Israele a danno dei cittadini palestinesi.

Tuttavia, il presente rapporto non si lascia sfuggire le violazioni a cui questi professionisti vengono sottoposti pure in ambiente palestinese (sia in Cisgiordania sia nella Striscia di Gaza): vi si narra il caso di Naser Abu Ful, dell'agenzia stampa “Milad” (Nascita) da parte della sicurezza di stanza a Gaza ed i numerosi arresti ed interrogatori condotti con aggressività nei suoi confronti.

Si ricordano anche i recenti casi di arresti ed ostracismo contro giornalisti e fotografi dei canali “Al-Quds” e “Pal-Media” da parte degli apparati di sicurezza dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp).

Tra le altre violazioni registrate nel mese di giugno, il rapporto ripercorre i tentativi israeliani di diffamare l'emittente giornalistica “Aljazeera” e gli episodi che, in Francia, hanno portato all'oscuramento del canale “Al-Aqsa” dal satellite Eutelsat.

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