Un 'bimbo mai nato' ha salvato la vita alla madre. Il racconto del marito di Maha.

Il padre del bambino (il feto di 7 mesi) ucciso ieri dalle truppe israeliane nel campo di ‘Ein Beit Al-Ma’ (https://www.infopal.it/testidet.php?id=5118), ha raccontato a Infopal.it la tragedia vissuta dalla sua famiglia.

I proiettili sparati dall’esercito israeliano sono pentrati nella stanza dove la giovane madre incinta, Maha Muhammad Ri’fat Qatuni, 30 anni, si era rifugiata con i suoi figli, e le si sono conficcati nel ventre, trapassando la testa del piccolo che portava in grembo, ammazzandolo.

I soldati non hanno permesso che l’ambulanza la soccorresse immediatamente, e la donna ha perso molto sangue prima di raggiungere l’ospedale, dove è stata poi operata d’urgenza

"Maha ha cercato di portare in salvo i tre bambini – spiega Abu Jihad, il marito -, che erano terrorizzati dagli spari delle forze israeliane che avevano invaso il campo. Una pallottola l’ha raggiunta al ventre e si è conficcata nella testa del feto. Io non sapevo ancora cosa fosse successo nella stanza a fianco. Quando i miei figli hanno cominciato a gridare, ho pensato che fosse per paura dei proiettili vaganti…loro invece stavano urlando perché la loro mamma era stata colpita. Quando sono entrato nella stanza ho trovato mia moglie a terra, in un lago di sangue.
Le forze israeliane erano penetrate nel campo dal lato ovest della città di Nablus, a caccia di ‘ricercati’.
Tutti i giorni, i militari invadono il campo e sparano alla cieca, in ogni direzione, senza motivo".

Abu Jihad ha spiegato poi che la moglie è stata trasferita in ospedale, dove ha subito un intervento di svuotamento dell’utero. E ha aggiunto che è viva per miracolo e che il bambino che portava in grembo le ha salvato la vita.  
Il piccolo morto sarebbe stato il quarto figlio di Maha: gli altri tre sono: Jihad, 15 anni; Jawad 7 e Jad 3.

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