Un centinaio di israeliani hanno marciato contro l’assedio a Nablus e l’occupazione dei Territori palestinesi.

Ieri sera, un centinaio di cittadini israeliani, arabi e ebrei, hanno manifestato attraverso le strade di Jaffa, a sud di Tel Aviv, contro l’assedio dell’esercito alla città di Nablus.

Ai manifestanti si sono uniti attivisti di numerose associazioni israeliane di sinistra – Gush Shalom, Anarchists Against Fences e la Coalition of Women for Peace.

Il corteo ha intonato slogan: "L’occupazione è illegale, rimuovete l’assedio!”, “Abitanti di Nablus, non disperatevi, porremo fine all’occupazione!”,  “Smantellate subito le Guardie di confine dai Territori!”.

Cartelloni portavano scritte del tipo: "Nablus: gli ospedali e le scuole sotto assedio", "300,000 abitanti di Nablus sotto coprifuoco: vergogna!”, “L’esercito israeliano è la maggior organizzazione terrorista del Medio Oriente!”; “Dobbiamo porre fine alla pazzia di Israele!”, e striscioni dal bordo nero: “Portiamo il lutto per Anan At-Tibi, abitante di Nablus ucciso questa mattina dalle forze di occupazione mentre camminava disarmato per le strade della città”.

La protesta è nata a seguito dell’assedio posto dall’esercito israeliano contro la città di Nablus: “La protesta è iniziata spontaneamente – spiegano in un comunicato stampa gli organizzatori – con i giovani che non sopportano di rimanere in un silenzio complice di fronte ai terribili atti perpetrati a nome nostro nei Territori Occupati, il cortile dello stato israeliano. All’opinione pubblica si parla di "combattere il terrorismo", "Cattura di terroristi ricercati", ecc. Al pubblico non si dice che questo massiccio uso della forza bruta sta sollevando odio contro di noi e desiderio di vendetta. Al pubblico non si dice che i palestinesi non vogliono vivere sotto occupazione e oppressione, ma che, come noi, vogliono vivere liberi. Al pubblico non si dice che questi atti – come questa invasione provocatoria di Nablus – stanno costruendo le reali "infrastrutture del terrore", che è la determinazione dei palestinesi a mantenere la lotta contro l’occupazione. Noi dobbiamo venire qui per dire agli israeliani che non avremo né pace né tranquillità se continueremo a opprimere i palestinesi".

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