Un Ente di Gerusalemme critica il silenzio dell’ONU sulle misure israeliane prese in città

Al-Quds occupata (Gerusalemme) – Infopal. Il segretario generale dell'Ente islamo-cristiano di soccorso ad al-Quds (Gerusalemme), Hasan Khatir, ha affermato che l'ONU porta un'enorme responsabilità per la situazione venutasi a creare nella Città santa.

“L'ONU riconosce che al-Quds rientra nei Territori occupati con la forza, e che ciò che compiono gli occupanti è contrario alla legge, né è basato su alcun diritto che essi possano vantare, oggi o in futuro”.

A suo parere, l'ONU, e soprattutto il Consiglio di Sicurezza, l'Assemblea Generale, la Corte Internazionale di Giustizia e la Segreteria generale portano la responsabilità della mancata applicazione delle risoluzioni su quest'argomento.

“Quel che ha rappresenta l'ONU come fonte di legalità internazionale e le notevoli possibilità di cui dispone, la fanno responsabile di quel che è accaduto ed accadrà alla Città santa e al popolo palestinese”.

“Le risoluzioni uscite dal seno dell'ONU – secondo Khatir – sono quelle che hanno fatto sentire i palestinesi e gli arabi, nei decenni di lotta, obbligati al rispetto delle scelte della Comunità internazionale, ed essi si attengono a quelle risoluzioni per ottenere i loro diritti minimi; senonché la debolezza di quelle risoluzioni e l'assenza di strumenti che le rendano esecutive le hanno rese, da un lato, una sorta di anestetico dei sentimenti degli arabi e dei palestinesi, e, dall'altro, una copertura delle azioni e delle brame degli occupanti”.

Il segretario generale dell'Ente islamo-cristiano di soccorso ad al-Quds (Gerusalemme) considera inoltre che “la negligenza dell'ONU nell'applicare le sue risoluzioni richiede certo spiegazioni, ad esempio quella di prendersi le proprie responsabilità nell'applicarle, poiché esse continuano ad essere in vigore, oppure di annunciare chiaramente di non essere in grado di farlo”.

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