Un giudice israeliano cerca le prove sul ferimento del cameraman arabo durante l’arresto.

Da www.haaretz.com

Un giudice israeliano cerca le prove sul ferimento del cameraman arabo durante l’arresto.

Di Meron Rapoport.

Un giudice di una corte militare israeliana ha chiesto ieri che venga aperta un’indagine sul ferimento di un cameraman palestinese arrestato dalle truppe di Forze di Difesa durante la manifestazione settimanale di Bil’in.


Testimoni oculari hanno raccontato che il cameraman è stato picchiato dalla polizia di frontiera israeliana, mentre i militari che lo hanno arrestato sostengono che si sia ferito quando una radio presente nella jeep in cui era stato caricato gli è caduta addosso.

Imad Bughnat, che è un residente di Bil’in, è solito riprendere le manifestazioni settimanali contro il muro di separazione iniziate 18 mesi fa. E’ un dipendente della Reuters e di altre agenzie, e parti dei suoi film sono stati usati dal regista Shai Polack in un documentario su Bil’in.

Lo scorso venerdì Bughnat è stato arrestato durante una manifestazione e accusato di aver attaccato la polizia di frontiera e di aver lanciato delle pietre contro i poliziotti.

Molti poliziotti hanno testimoniato in tribunale che Bughnat teneva la macchina fotografica in una mano e lanciava pietre con l’altra.

L’avvocato di Bughnat ha negato le imputazioni, sostenendo che il suo cliente stava semplicemente filmando la protesta, e che le riprese dimostrano che è innocente.

Nell’udienza di ieri, il giudice, il maggiore Shlomo Katz, ha ordinato di liberare Bughnat. In ogni caso, il suo rilascio è stato ritardato per dare il tempo all’accusa di fare appello contro la sentenza.

Il giudice ha espresso sfiducia nei confronti delle dichiarazioni dell’esercito secondo cui Bughnat è stato ferito dalla caduta di una radio: "Penso che sia meglio che le autorità investigative conducano indagini approfondite sulla questione".

L’avvocato di Bughnat ha spiegato che ci sono prove che il suo cliente è stato picchiato dalla polizia di frontiera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.