Un giudice israeliano riconosce: È vero, esiste una ‘discriminazione giudiziaria’ tra i bambini palestinesi e quelli ebrei.

Nazareth – Infopal. Un giudice israeliano ha riconosciuto l'esistenza di una chiara discriminazione giudiziaria tra ebrei israeliani e palestinesi del 1948 (chiamati “arabi di Israele”), poiché la legge consente di processare i bambini palestinesi e di condannarli alla detenzione per qualsiasi tipo di opposizione all'esercito e alla polizia israeliani, mentre non è mai stata emessa alcuna condanna al carcere per un ragazzino  ebreo autore di atti analoghi.

Il giudice del tribunale minorile di Nazareth, Yuval Shadmi, ha criticato quel che egli descrive come un “doppio binario giudiziario, che considera diversamente gli stessi reati commessi per ‘motivi ideologici’ da minorenni ebrei o arabi”.

Queste dichiarazioni del giudice giustificano la decisione presa di non condannare un minore palestinese accusato del lancio di pietre contro un'auto della polizia israeliana durante la recente aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza dell'inizio di quest'anno. Il giudice si è limitato a obbligare il ragazzo a firmare un impegno scritto a “non commettere reati analoghi nei prossimi due anni”, costringendolo anche a fare lavori socialmente utili per un totale di 200 ore.

Egli ha giustificato la sua decisione con “il fatto che non vengono puniti i coloni ebrei e gli estremisti religiosi giovani che hanno commesso atti simili sempre per motivi ideologici”.

 

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