Un nobel israeliano mette in dubbio l’esistenza futura di Israele.

 

Centro di Informazione palestinese.

Israele sta registrando in questi tempi un fenomeno mai accaduto prima: la fuga degli israeliani dal paese. I coloni hanno perso la propria sicurezza personale, soprattutto dopo l’ultima guerra contro il Libano, durante la quale sono colpiti dai missili della resistenza libanese. Questo, in aggiunta ai missili della resistenza palestinese.

La commissione parlamentare israeliana, “Immigrazione e integrazione”, ha rivelato che il numero di coloni che fuggiti dalla Palestina verso altri paesi, è quintuplicato.

La percentuale di emigrati, dall’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa, sei anni fa, costituisce un’ondata inversa ed è la più grande dalla nascita di Israele.

In base ai dati diffusi dai mezzi di informazione israeliani, si comprende che quest’anno centinaia di studenti della maturità, per terminare gli studi, si sono trasferiti in Russia e in Ucraina, i paesi da dove giunti per colonizzare la Palestina.

Dalla ricerca emerge che la percentuale dei nuovi coloni che sono giunti per occupare la Palestina e che sono poi ritornati nei loro paesi d’origine è 5 volte superiore rispetto a quella di chi è arrivato anni fa. I dati hanno rilevato anche che numerosi accademici ebrei hanno abbandonato Israele e la Palestina.

 

700 mila israeliani fuggiti

È necessario spiegare che i dati ufficiali diffusi dal ministero dell’immigrazione ha rivelato che più di 700 mila coloni hanno lasciato Israele e vivono ora in diversi paesi del mondo.

In base ai dai diffusi, circa il 60% di essi (420 mila) vivono in Nordamerica: soltanto 4200 di questi sono ritornati in Israele nel 2005; il 25% vive nei paesi europei; il 15% nel resto del mondo.

 

Circa il 46% degli israeliani fuggiti all’estero, rifiuta di ritornare in modo definitivo – e pone come condizione la “sicurezza”.

 

Uno scienziato israeliano mette in dubbio la futura esistenza di Israele

Un professore israeliano, Yesrael Oman, vincitore del premio Nobel per l’Economia l’anno scorso, ha messo in dubbio l’esistenza futura di Israele.

Il giornale Ha’aretz ha riportato le parole di Oman: “Un grande numero di ebrei non sa perché si trova qui (in Israele), e se non ci rendiamo conto perché siamo qui – e Israele non è solo un posto dove abitare e basta – allora non dureremo a lungo”.

Durante un discorso tenuto nella colonia di Ariel, costruita sui terreni di Salfit, vicino Nablus, Oman ha attaccato il piano di evacuazione delle colonie della Striscia di Gaza, descrivendolo come un “errore educativo e tattico che ha dato ai palestinesi un messaggio sbagliato, e che ha portato all’ultima guerra nel Libano”.

Olman ha aggiunto che uno dei motivi principali dell’ultima guerra in Libano è la stanchezza: “la stanchezza di Israele porterà alla morte, come succede durante scalate in montagna”.

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