Un nuovo impianto nucleare israelo-giordano?

Press tv (9-3-2010). Israele, ritenuto l'unico possessore di un arsenale nucleare nel Medio Oriente, ha affermato di voler costruire un suo terzo impianto nucleare.

Il ministro israeliano delle infrastrutture, Uzi Landau, sta per annunciare l'interesse di Israele nello sviluppo di energia nucleare in una prossima conferenza a Parigi, ha affermato il portavoce Chen Lulu lunedì scorso.

Egli ha detto che all'incontro di Parigi Landau parlerà di un progetto congiunto con la Giordania, con la supervisione della Francia, che fornirà la tecnologia necessaria.

“Questo piano è già stato menzionato tre mesi fa col ministro francese dell'Ambiente, Jean-Louis Borloo, il quale si è mostrato molto interessato, dicendo che ne avrebbe parlato col presidente Nicolas Sarkozy”, ha continuato Lulu.

Nel maggio del 2009, Israele non ha prestato ascolto ai richiami degli Usa affinché firmasse il Trattato di non proliferazione, il quale imporrebbe a Tel Aviv di dichiarare il suo arsenale nucleare.

Israele mantiene infatti l'ambiguità sui 40 anni trascorsi, rifiutandosi di confermare o meno il fatto di possedere armamenti nucleari.

Ciò mentre un accordo Usa-Israele firmato da Richard Nixon 40 anni fa impone alla Casa Bianca di aiutare Tel Aviv a nascondere le informazioni sul suo programma nucleare.

Israele ha già due reattori nucleari, quello di Dimona, nel deserto del Negev – nel quale si ritiene, con tutta probabilità, che vi siano armi nucleari -, ed uno a Nahal Soreq, vicino a Tel Aviv.

Nel 1986, l'ingegnere nucleare israeliano Mordecai Vanunu fece, con tanto di foto sul “Sunday Times”, il primo racconto dall'interno sul reattore nucleare israeliano a Dimona.

Tali rivelazioni costarono a Vanunu 18 anni di carcere con l'accusa di “tradimento”, mentre adesso gli viene imposto un divieto di lasciare Israele.

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