Una finanziaria di guerra.

Una finanziaria di guerra

(18 ottobre 2006)

Dopo aver previsto, nella “legge finanziaria 2007”, il finanziamento di € 1,7mld alle missioni di guerra e la clausola di tacito rinnovo per gli anni 2008 e 2009, per un totale di oltre € 4mld, per non dover rimettere in pericolo la propria tenuta il Governo Prodi è stato costretto a stralciare la previsione per discuterne separatamente.
Nel contempo, nonostante la pattuita riduzione dei tagli ai finanziamenti per gli Enti Locali, il Governo Prodi porta avanti la politica economica intrapresa negli anni ’90 continuando nella riduzione delle risorse per il welfare.
La politica neo-imperialista del nostro Governo è visibile a tutti: mentre si infila nelle pastoie della “Guerra Infinita” – che sempre cambia nome ma mai sostanza – l’Italia si schiera dalla parte dei “padroni del mondo” e, per esempio, considera Israele un partner commerciale: dal 1996 al 2004 l’Italia è risultato essere il terzo fornitore di Israele, dopo Usa e Germania (per macchinari, prodotti chimici e metalli di base) e il sesto cliente (per prodotti chimici di base, prodotti farmaceutici, prodotti petroliferi raffinati e gioielli).
Anche l’Emilia Romagna non sta a guardare e fa la sua parte, stringendo accordi di cooperazione commerciale e per la ricerca. Solo per esempio, l’Emilia Romagna ha incluso Israele tra i partner del progetto finanziato dall’Unione Europea per il campo tessile “Tela di Aracne” nel 2005; ha lanciato il “Progetto Israele” nel 2006, per la ricerca nel settore hi-tech, onde “rafforzare la cooperazione tra il sistema regionale ER e il sistema nazionale di Israele”; la Camera di Commercio di Ravenna ha aperto l’”Help Desk Israele”.

Mentre continua l’apartheid in Palestina, decidiamo di stare dalla parte dell’invasore, lo stato sionista, supportandolo economicamente e militarmente. L’invio di truppe in Libano oltre a rispondere ad una strategia neo colonialista europea, ostacola la resistenza popolare libanese.
Chiediamo ai nostri Enti Locali, gestiti dal centrosinistra, un segnale per una politica finanziaria diversa e più mirata a sostegno del welfare, che boicotti Israele, interropendo qualsiasi rapporto commerciale e militare, finchè questo Stato non cesserà la sua politica espansionista in medio-oriente.
Chiediamo ai nostri Enti Locali di “emettere segnali di pace” proponendo delle piattaforme che dicano NO alla guerra e NO all’invio di materiali e militari negli scenari di guerra!

Contro la guerra senza se e senza ma
No ai rapporti commerciali tra la Regione Emilia Romagna e lo stato di Israele

Comitato per il ritiro dei militari-Bologna
disarmiamoli.bologna@tin.it

fonte: naxalita17@yahoo.it

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